Sgominata una banda dedita allo stoccaggio di pezzi di ricambio di auto rubate

la Redazione
operazione dei Carabinieri

Cerignola: quattro persone sono state colte in flagrante – e arrestate – mentre stavano scaricando parti di auto rubate nei giorni scorsi a Terlizzi e a Giovinazzo

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Colpo grosso da parte dei Carabinieri che hanno sgominato una banda dedita allo stoccaggio di pezzi di auto rubate..

Alcuni individui sono stati sorpresi mentre scaricavano parti meccaniche e di carrozzeria presso un autodemolitore abusivo di Cerignola. Scoperti, sono stati arrestati. Si tratta di un 41enne di Cerignola, gestore della ditta di autodemolizioni, di un 45enne romeno e di un 35enne polacco, residenti a Cerignola, oltre ad un 40enne andriese ritenuti responsabili di ricettazione.

Nel corso di un servizio finalizzato a contrastare i furti di auto, i militari del Nucleo Radiomobilesono riusciti ad intercettare un furgone Iveco, condotto dal 40enne, all’interno di una ditta di autodemolizioni in via Manfredonia di Cerignola, dove i due stranieri e il gestore dell’autodemolizioni stavano scaricando numerosi parti di auto già caricate nell’autocarro.

I successivi accertamenti, diretti dal Comandante della Compagnia, Maggiore Massimiliano Occhiogrosso, hanno consentito di appurare che la refurtiva era stata prelevata da un appezzamento di terreno in contrada “Paparicotta” di Andria, dove i militari del Nucleo Radiomobile hanno trovato le scocche delle autovetture completamente “cannibalizzate”.

Come hanno appurato i militari, si tratta di auto di recente immatricolazione, una Opel Mokka e una Volkswagen Tiguan rubate rispettivamente a Giovinazzo e Terlizzi alcuni giorni addietro. L’intera area adibita ad autodemolizioni abusiva pari a circa mille metri quadri è stata sottoposta a sequestro unitamente al furgone Iveco e a innumerevoli componenti di veicoli  (sportelli con gli adesivi identificativi asportati, altri con il vetro del finestrino frantumato o con serratura di apertura divelta) la cui provenienza è in fase di accertamento. I quattro sono stati associati presso la casa circondariale di Foggia.
 

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