“Res Gestae”: come il potere comunica se stesso, da Augusto a Renzi

La Redazione
Nicola Pice

L’associazione “Nostos" ha organizzato per giovedì prossimo un incontro con il professor Pice, studioso di fama, nonché storico – e stimato – docente di latino e greco presso il liceo classico "Sylos"

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Che cosa può dirci oggi un testo epigrafico, in latino ed in greco, esposto duemila anni fa nelle principali città dell’impero romano? E se scoprissimo che l’autore di questa scrittura è nientemeno che Augusto, il fondatore dell’impero, la nostra curiosità crescerebbe?

Per avere una risposta a queste domande sarà bene partecipare all’incontro che l’associazione “Nostos. Amici del liceo classico C. Sylos di Terlizzi” ha organizzato per giovedì prossimo (ore 18 e 30) con il professor Nicola Pice, studioso di fama, storico – e stimato – docente di latino e greco presso il liceo classico “C. Sylos”, nonché maestro riconosciuto di tanti terlizzesi.

A introdurlo sarà il presidente dell’associazione, il professor Michele de Palma, già docente e dirigente Scolastico del liceo classico, nonché collega ed amico del professor Pice. L’evento è occasionato dalla recente pubblicazione, per i tipi della casa editrice “Stilo”, del volume Augusto, Res gestae, di cui Pice è coautore con Giovanni Leone. Quella dell’imperatore è una comunicazione trapunta di silenzi, allusioni, revisionismi e negazionismi, mediante cui un potere saldamente costituito intende trasmettere ai posteri – oltre che ai contemporanei – una rappresentazione autocelebrativa delle proprie scelte politico-militari.

La discussione offrirà l’opportunità di confrontare la retorica augustea con attuali – e spesso analoghe – forme comunicative del potere politico – commentano gli organizzatori dell’incontro, – la cui vena sottilmente “oscurantista” è tutta da analizzare.

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