Mense scolastiche, sit-in di protesta di Uniti a Sinistra davanti alla Biblioteca

la biblioteca comunale

La dimostrazione si è svolta durante la presentazione del libro di Francesca Rigotti, "Manifesto del cibo liscio", ed è proseguita all'interno, dove una rappresentante del movimento ha illustrato le ragioni della contestazione

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Sit-in di protesta, ieri sera, ad opera di un gruppo organizzato di circa venti persone, assembratosi davanti alla Biblioteca Comunale in occasione dell’evento di presentazione del libro Manifesto del cibo liscio. Per una nuova filosofia in cucina, della filosofa Francesca Rigotti.

La dimostrazione è iniziata alle 19 e 30 circa, quando i manifestanti, tra cui vi erano esponenti del movimento politico Uniti a Sinistra e lavoratori della mensa scolastica, hanno cominciato a distribuire ai passanti un volantino che conteneva i “capi d’accusa” contestati all’amministrazione Gemmato in relazione al futuro dei lavoratori del settore, ma anche alla qualità del cibo che dal prossimo anno scolastico sarà servito agli alunni terlizzesi.

Una delle manifestanti, Eleonora Vallarelli, rappresentante di Uniti a Sinistra, ha preso la parola durante la presentazione, illustrando le ragioni della mobilitazione, riassunte da un comunicato emanato dal movimento.

«Non basta presentare alla cittadinanza libri sulla corretta alimentazione, un’amministrazione comunale ha il dovere di promuovere le buone prassi e applicarle quando viene chiamata a fare delle scelte, come quando deve comporre un capitolato per il servizio mensa nelle scuole cittadine», esordisce la nota.

«Nella nuova gara per il servizio di mensa scolastica il cibo biologico non è obbligatorio, ma alla ditta che lo propone viene attribuito un punteggio maggiore. Stessa storia per la cosiddetta filiera corta. Nessun obbligo, ma solo qualche punto in più. Ci eravamo illusi che trattandosi di bambini l’amministrazione Gemmato avrebbe prestato maggiore attenzione e dimostrato maggiore sensibilità, e invece niente.

Non parliamo poi dell’attenzione verso il mondo dell’agricoltura e dei produttori locali, vicina allo zero, come dimostrano gli atti di gara», continua il comunicato. «Non parliamo poi della tutela dei lavoratori, ridotta ad un insignificante ed oltraggioso 30%. Nel bando di gara, alle ditte partecipanti che danno la “Disponibilità all’assunzione del personale impiegato nell’espletamento del servizio dall’appaltatore uscente nella misura minima del 30%”, viene attribuito un punteggio di massimo 3 punti. Il risultato è che solo alcune delle dipendenti verranno riassunte, mentre il 70% di loro resterà per strada. Alla faccia delle tutele contrattuali e sindacali. Questo è il modo di amministrare di Gemmato!»

Da parte della giunta Gemmato insomma, conclude Uniti a Sinistra, solo «tanto populismo, tonnellate di propaganda, ma zero sensibilità e attenzione verso il prossimo».

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