Trenta studenti del Seminario di Molfetta in “gita” al Santuario di Sovereto. Foto

© terlizzilive
Primo Maggio di istruzione e di preghiera per una classe di seminaristi dell'istituto religioso, che ha approfondito la conoscenza di una delle gemme più splendenti del patrimonio culturale terlizzese
Primo Maggio fuori porta per una classe di trenta seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI” di Molfetta, che, accompagnata da alcuni educatori, ha visitato nel pomeriggio di ieri il Santuario della Madonna di Sovereto.
A fare da cicerone vi era un compagno di classe terlizzese, che ha fatto gli onori di casa. I giovani studenti dell’istituto religioso hanno visibilmente apprezzato la sobria magnificenza della chiesetta, vanto di Terlizzi, ammirandone con attenzione gli interni in prevalenza di stile barocco, dall’altare maggiore, principale attrazione per via del dossale dorato e argenteo in cui è collocata la Madonna col Bambino, agli stucchi e agli sbuffi candidi alle pareti della navata, dall’albero della vita in rilievo sul pavimento al centro alla lastra tombale posta sulla destra della navata, dagli affreschi simbolici in sacrestia all’organo e alla cantoria sistemati sopra l’ingresso.
I seminaristi si sono poi accomodati ai banchi per ascoltare la “guida locale”, che per alcuni minuti ha fornito spiegazioni riguardo l’origine e la storia della chiesetta, rievocando l’episodio dell’invenzione dell’icona della Madonna ad opera di un pastorello bitontino andato in aiuto della sua pecorella smarrita e ricostruendo in breve le successive fasi che – tra storia e leggenda popolare – hanno portato all’istituzione della Festa Maggiore, con la costruzione di un Carro Trionfale a simboleggiare la vittoria del bue terlizzese sul rivale bitontino nella contesa per il quadretto sacro.
I giovani studenti del Seminario di Molfetta hanno avuto anche l’opportunità di scendere a visitare la grotta sottostante la chiesetta, dove è riprodotta una immagine in maiolica della Madonna, nonché di osservare da vicino i resti degli affreschi dell’abside romanica – raffiguranti il Cristo Pantrocratore – “nascosti” dietro l’Altare Maggiore barocco ad essa sovrapposto (proveniente dalla vecchia Chiesa di Ciurcitano), passando per una porticina che si apre nella parte inferiore.
Terminata la visita al Santuario, il gruppo si è trasferito in città, per completare il tour con una sortita alla Cattedrale e alle chiese di San Gioacchino, Santa Maria la Nova e dell’Immacolata, senza farsi mancare una piccola deviazione verso il Portale di Anseramo.
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