Il lato “sporco” della Festa. La campagna di Sovereto dopo il 23 aprile. Foto

i rifiuti nelle campagne attorno a sovereto

I festeggiamenti del 23 aprile hanno lasciato nella campagna attorno a Sovereto strascichi di rifiuti e cumuli di immondizia, sgradevole conseguenza delle tradizionali scampagnate agresti dei terlizzesi

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Tra i tanti effetti positivi sul morale della comunità, i tradizionali festeggiamenti del 23 aprile hanno lasciato anche strascichi di cui non si può certo andare fieri. Si tratta, infatti, di strascichi di rifiuti. I cumuli di rifiuti prodotti durante le rituali scampagnate agresti e le scorribande bucoliche che da decenni aggiungono vivacità alla Festa della Madonna di Sovereto, rappresentando la cornice profana attorno al quadretto sacro della processione.

A una rapida perlustrazione per i terreni e i prati delle campagne attorno al borgo si presenta uno scenario desolante: specie nell’area alla destra della salitella d’ingresso, letteralmente disseminata di carte, cartacce, fazzolettini e tovaglioli di carta unti e appallottolati, involucri vuoti, buste e bottiglie di plastica, resti di spuntini e di snack lasciati qua e là a mucchi e mucchietti, in quantità stupefacente. Alcuni fagotti di immondizia sono ancora sospesi ai rami degli alberi, annodati e penzolanti, o, addirittura, impigliati nel fogliame. Il tutto con un’ostentazione di inciviltà e noncuranza per le più elementari norme del vivere comune che farebbe davvero rabbia, se non lasciasse onestamente esterrefatti per la naturalezza con cui ogni anno, purtroppo, si ripete. 

Questo malcostume è lo sgradevolissimo effetto collaterale di un fenomeno ammirevole: la massiccia partecipazione dei terlizzesi alla Festa Patronale del 23 aprile, che hanno calcato in massa i terreni verdi attorno al borgo per cercare ristoro, ma – allontanandosene – hanno dimenticato o trascurato di raccogliere i propri rifiuti, per pigrizia, trivialità o difetto di educazione all’ambiente.

Sarebbe invero molto facile evitare queste spiacevoli conseguenze: basterebbe infatti prestare maggiore attenzione e sforzarsi di rispettare la natura – tanto più che prima o poi gli spazi condivisi – questi o altri, poco importa – saranno utilizzati ancora, anche da chi in precedenza li ha contaminati, mostrandosi gretto e insensibile. E a nessuno fa piacere muoversi nella sporcizia, calpestando immondizia. Ma ci rendiamo conto che è molto difficile far comprendere questo semplice sillogismo a chi ogni anno dà simili dimostrazioni di inciviltà.

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