LèP: «Il partito del Sindaco spieghi perché il 25 aprile non è stata suonata “Bella Ciao”»

La Redazione
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«Il nostro è l'unico comune in cui non è stato eseguito il canto della Resistenza, uno scandalo per la città di Gioacchino Gesmundo e Don Pietro Pappagallo, e l'ennesima figuraccia per Gemmato», commenta il movimento

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Libertà è Partecipazione risponde con una lunga e infervorata nota al duro comunicato diramato ieri dal coordinamento Fratelli d’Italia-An – che aveva sostanzialmente ridotto e derubricato le critiche espresse dal movimento alle celebrazioni ufficiali per il 25 aprile a uno sterile esercizio polemico dettato da presupposti puramente ideologici.

«Con tutti i problemi e le continue emergenze che questa città si trova a dover affrontare, il partito del sindaco trova anche il tempo di attaccare, nello stile che gli è proprio, un piccolo gruppo di opinione, una delle tante voci libere, critiche e di dissenso presenti in città», esordisce la nota di LèP.

«Chiaramente non risponderemo a simili provocazioni, di chiara matrice antidemocratica e squadrista. Non lo abbiamo fatto ieri, quando, all’altezza di via Nicola Quercia, mentre il corteo procedeva normalmente, siamo stati aggrediti da un esaltato; e non lo faremo oggi. 

Non ci interessano le guerre di comunicati, i “botta e risposta”  e le polemiche sulle testate locali di cui si alimenta la politica cittadina, non abbiamo tempo da perdere dietro le fandonie e le falsità di un gruppo di nostalgici locali. Chi utilizza ancora una volta il 25 aprile per dividere e provocare la rissa, ha sbagliato bersaglio!», tuona Libertà e Partecipazione.

«Insieme a tanti cittadini antifascisti e democratici di questa città, abbiamo semplicemente fatto ciò che è stato fatto in tutte le città d’Italia – tutte tranne Terlizzi! – città governate da destra, centro e sinistra, dove si è cantato e suonato l’inno della Resistenza, “Bella Ciao”».

L’amministrazione terlizzese, invece, «ha vietato in perfetto stile fascista» alla banda cittadina di eseguire il popolare motivo. Ma «se pensano di identificare lo sdegno dei tanti cittadini increduli per quanto accaduto ieri con il nostro movimento, si sbagliano di grosso». La giunta Gemmato, infatti, secondo LèP dovrebbe dare spiegazioni e «dire alla città chi ha preso questa decisione, quando è stata presa e soprattutto per quale inspiegabile motivo».

Tanto più, soggiunge la nota, che la questione è giunta fino alla capitale, con la sezione romana dell’associazione partigiana “Don Pietro Pappagallo” che ha censurato recisamente il protocollo delle celebrazioni cittadine, definendolo un tentativo fascista e revisionista di oscurare la memoria della lotta partigiana. «L’ennesima figuraccia, uno scandalo nazionale che farà discutere e di cui si scriverà ancora tanto», commenta il movimento. «Non solo Terlizzi è l’unica città in cui hanno censurato “Bella Ciao”, ma è la città di due martiri Gioacchino Gesmundo e Don Pietro Pappagallo, trucidati dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944».

Al posto del canto della Resistenza, prosegue LèP, l’amministrazione ha fatto suonare più volte “Il Piave mormorò, non passa lo straniero..”, brano composto nel 1918 e in voga tra le truppe italiane durante la Prima Guerra Mondiale. Una scelta che denuncerebbe ignoranza e confusione nell’amministrazione Gemmato: «confondono la Prima con la Seconda Guerra Mondiale, il 25 aprile con il 4 novembre. Sarebbe bastata una semplice ricerca su wikipedia. Oppure sarebbe bastato chiedere “consiglio” agli alunni delle scuole presenti che conoscono benissimo la storia, molto meglio dei loro amministratori, di quella ciurma di fascistelli ignoranti che vegetano in Fratelli d’Italia».

Libertà è Partecipazione infine reclama spiegazioni in merito alla scelta dell’amministrazione di non far arrivare il corte istituzionale presso il monumento ai Martiri della Fosse Ardeatine, a differenza dell’anno scorso. E tutto ciò «non lo devono spiegare a LèP, ma a tutta la città, e lo dovranno spiegare al Prefetto e all’Anpi nazionale», conclude, minacciosa, la nota del movimento.

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