Il Pd replica a FdI: «70 anni fa l’Italia non fu liberata solo dai nazisti, ma anche dai fascisti»

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«In tutta Italia la Liberazione si è celebrata sulle note di “Bella Ciao”, cantata anche da Mattarella. Gemmato invece l'ha esclusa dal protocollo perché a suo dire è di parte. Lo è anche il Presidente?» si domanda il partito
Il settantesimo anniversario della Liberazione a Terlizzi è diventato ormai un caso. Nella giornata di ieri Fratelli d’Italia con un comunicato ha risposto alle critiche di LèP, che aveva giudicato sostanzialmente “revisionistiche” le celebrazioni organizzate dall’amministrazione, rea di aver svilito, a detta del movimento, il ruolo della Resistenza nella lotta per la Liberazione.
Per questo motivo il movimento aveva messo su una versione alternativa e “clandestina” dei festeggiamenti, con una banda di suonatori-attivisti che nella mattinata del 25 sono andati in giro per la città con un violino e una fisarmonica a strimpellare “Bella Ciao”, canonico motivo della Resistenza in Italia e nel Mondo.
Il partito del sindaco Gemmato aveva liquidato le critiche attribuendovi un intento puramente propagandistico, volto a generare una polemica oziosa e per giunta alimentata da presupposti ideologici. Ma oggi arriva anche la dichiarazione del Pd locale a rincarare la dose delle critiche rivolte all’amministrazione, che – è la posizione del partito – non avrebbe messo sufficientemente in rilievo il valore storico e morale della lotta partigiana contro il duplice nemico nazista-fascista:
«Il Partito Democratico di Terlizzi non può tacere di fronte alla scellerata comunicazione di FdI- An, partito del Sindaco – attacca il comunicato. – La verità è che Gemmato ha ancora una volta perso l’occasione per onorare la storia che evidentemente fa finta di non conoscere».
«70 anni fa l’Italia fu liberata dall’oppressione nazifascista e non solo nazista, come è scritto sui manifesti affissi per la città per l’evento del 25 aprile, a firma del Sindaco. La Resistenza è stata celebrata in tutt’Italia sulle note di “Bella Ciao” (cantata anche dal Presidente della Repubblica e accompagnata con il battito delle mani), invece un suo “cerimoniere” a Terlizzi l’ha esclusa dal protocollo. Quando i rappresentanti dell’Associazione Partigiani di Terlizzi hanno chiesto a quest’ultimo come mai non fosse eseguita, ha risposto che era “di parte”. Evidentemente anche il Presidente Mattarella è “di parte”», è la chiosa sarcastica del partito.
«Bisognerebbe piuttosto ricordare il coraggio e il sacrificio di chi ancora oggi muore per difendere il proprio popolo da qualsiasi forma di oppressione. 70 anni sembrano tanti ma sono ancora troppo pochi per dimenticare. È innegabile che alcune omissioni identificano chiaramente l’ideologia del partito del Sindaco e fa specie che si indigni quando lo si mette in evidenza. Sono queste le occasioni in cui emerge tutto il loro percorso ideologico-politico, che rende tortuosa la via della conciliazione. I terlizzesi sappiano il giusto colore di chi li governa e rappresenta».
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