Festa della Liberazione, LèP: «Gemmato toglie dignità alla Resistenza»

© lèp
Gli attivisti di LèP ieri mattina hanno suonato per la città "Bella Ciao", in polemica con le celebrazioni ufficiali, che per il movimento svilirebbero il contributo della Resistenza nella lotta per la Liberazione
La sezione terlizzese del movimento Libertà è Partecipazione è stata protagonista ieri di una singolare iniziativa per celebrare il 25 aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dai nazifascisti – dall’occupante tedesco e dalla Repubblica di Salò.
Un’allegra banda di suonatori – e attivisti di LèP – ha infatti girato per tutta la mattinata per le strade delle città suonando e cantando a mo’ di “serenata civile” Bella Ciao, il celebre brano della Resistenza italiana, noto in tutto il mondo. Addosso avevano delle magliette con una frase di Bertolt Brecht: “Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”.
Il coordinatore Giuseppe Volpe spiega il senso di questa iniziativa, polemizzando con l’amministrazione Gemmato per aver stravolto, a suo dire, il senso delle celebrazioni, svilendo ad arte l’apporto della Resistenza nella lotta per la Liberazione, nella cui interpretazione sarebbe stata applicata dunque una tara ideologica.
«Oggi, 25 aprile, la banda di regime ha suonato “Il Piave mormorò”. Anche i bambini sanno che è un brano del 1918 che i soldati cantavano durante la prima guerra mondiale e che quindi non c’entra nulla con la Resistenza e con la Festa di Liberazione.
Per fortuna con una fisarmonica e un violino abbiamo restituito dignità a questa giornata e alla città dei due martiri della Resistenza, Gioacchino Gesmundo e don Pietro Pappagallo, suonando e cantando “Bella ciao” per tutta la mattinata. Buon 25 aprile a tutte/i gli antifascisti, di ieri, oggi e domani!».
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