Gemmato: «L’incoerenza di Vitagliano sul caso Censum è lampante»

La Redazione
il sindaco

Il sindaco replica all'esponente di Città Civile, accusandolo di aver applicato due pesi e due misure tra caso Tradeco e caso Censum: «la circostanza testimonia l’incoerenza del comportamento di tutta l'attuale opposizione»

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Ancora schermaglie tra il sindaco e Pasquale Vitagliano di Città Civile. Nel Consiglio Comunale dello scorso 11 aprile Gemmato aveva citato l’interrogazione avanzata anni fa in assemblea dall’ex consigliere Vitagliano, il quale sostanzialmente chiedeva se il Comune di Terlizzi, all’epoca amministrato da Di Tria, si fosse costituito parte civile nel caso Tradeco e se avesse adottato provvedimenti nei confronti del dirigente comunale sotto processo per i fatti.

L’allora assessore Michele Berardi aveva risposto che il Comune non si era costituito parte civile e che non aveva adottato alcun provvedimento nei confronti del dirigente, avendo piena fiducia nel suo operato. Gemmato ricorda che «l’ex consigliere Vitagliano esprimeva soddisfazione per la risposta circa il dirigente riferendo testualmente: “la spiegazione giuridica che ha dato l’Assessore la ritengo esauriente”. A dimostrare quanto da me riferito circa la “soddisfazione” dell’ex consigliere Vitagliano – aggiunge il sindaco – c’è il video della seduta accessibile su youtube (canale ufficiale del Comune di Terlizzi, titolo del file “Consiglio Comunale del 11 aprile 2015”, precisamente dopo 2 ore 30 minuti e 5 secondi)».

«Ho citato tale circostanza in Consiglio Comunale per rimarcare l’incoerenza del comportamento di tutta l’attuale opposizione», continua il primo cittadino. «All’epoca erano tutti concordi nel sostenere che, nel momento in cui c’era fiducia da parte dell’Amministrazione nei confronti di un Dirigente, fosse giusto che non si adottasse alcun provvedimento nei suoi confronti in caso di rinvio a giudizio in un procedimento penale. Oggi le stesse forze politiche e le stesse persone sostengono esattamente il contrario.

L’ex consigliere Vitagliano, pur di non riconoscere la verità, si arrampica sugli specchi e ha la faccia tosta di stravolgere le circostanze avvenute nella recente seduta consiliare, sostenendo che io avrei detto che lui era d’accordo con l’Amministrazione circa la mancata costituzione di parte civile, cosa da me assolutamente non detta.

L’ex consigliere, invece di attribuirmi posizioni mai sostenute, dovrebbe avere il coraggio di riconoscere l’incoerenza di Città Civile, che ha adottato due pesi e due misure nelle due circostanze. Oggi, nel caso Censum, pretende che si adottino provvedimenti disciplinari nei confronti di un dirigente che si è volontariamente sottoposto a giudizio. Ieri, nella circostanza del caso Tradeco, era d’accordo con l’Amministrazione dell’epoca che non aveva adottato nessun provvedimento nei confronti di un proprio dirigente rinviato a giudizio. Questa l’innegabile realtà dei fatti. Hoc est satis».

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