C’era anche Terlizzi alla manifestazione nazionale contro la “Buona Scuola” di Renzi. Foto

© terlizzilive
Sette tra docenti e rappresentanti sindacali cittadini sono scesi in piazza ieri a Roma: «Siamo da settimane in stato di agitazione: sciopereremo il 5 maggio e, se necessario, siamo pronti anche allo sciopero degli scrutini»
Dopo quasi sette anni, i sindacati della scuola si ricompattano e proclamano uno sciopero generale unitario per il 5 maggio prossimo. La risoluzione è stata annunciata dal palco della manifestazione delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) svoltasi ieri a Roma in piazza SS. Apostoli. Martedì 5 maggio, i lavoratori – docenti, Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e dirigenti scolastici – aderenti a Flc-Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal diserteranno le aule e i corridoi degli istituti scolastici e scenderanno in piazza per dimostrare contro il disegno di legge renziano sulla cosiddetta “Buona scuola”, calendarizzato in tempi strettissimi in Parlamento, segno della volontà del premier di trasformarlo presto in legge. Hanno annunciato la propria adesione anche gli studenti della Uds e della Rete studenti medi.
Alla giornata ha preso parte anche una delegazione terlizzese, formata da sette elementi, tra docenti e rappresentanti sindacali eletti negli istituti scolastici della città. Tra gli organizzatori della manifestazione c’era anche il terlizzese Giuseppe Volpe, insegnante e membro Rsu per la scuola elementare “Don Pietro Pappagallo”.
La notizia è che le scuole terlizzesi sono in stato di agitazione: in queste settimane, infatti, si sono tenute le assemblee sindacali preparatorie alla manifestazione di ieri, propedeutica allo sciopero generale nazionale del 5 maggio. Abbiamo chiesto al gruppo dei nostri concittadini quale “clima” abbiano trovato nella piazza e quali obiettivi pratici si pone il mondo della scuola, in specie gli istituti terlizzesi, con queste mobilitazioni.
«La manifestazione è stata molto partecipata e ricca di contributi di docenti e personale di tutti gli ordini di scuola. La mobilitazione dal basso di questi mesi ha convinto il fronte sindacale a proclamare lo sciopero generale della scuola per il 5 maggio. E questo è solo l’inizio. Se il ddl Renzi non dovesse essere radicalmente modificato, siamo disposti ad andare oltre, fino allo sciopero degli scrutini se dovesse essere necessario».
La manifestazione pare essere particolarmente riuscita. Quali sono le vostre rivendicazioni?
«Dopo il successo della manifestazione di stamattina tra le lavoratrici e i lavoratori della scuola c’è un ritrovato entusiasmo e voglia di continuare a lottare insieme per una scuola giusta, una scuola in cui sia garantito il diritto alla libertà di insegnamento sancito dalla nostra Costituzione, una scuola intesa come Comunità educante e non come azienda dove decide tutto il nuovo dirigente manager».
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