Ore quattordici: l’icona della Madonna entra in Cattedrale. Foto

l'icona della Madonna

Dopo la tradizionale attesa dei fedeli sul sagrato del duomo, la sacra immagine della Vergine viene trasportata solennemente in chiesa, dove la folla clamante dei terlizzesi le rende omaggio sotto l'altare dell'Invenzione

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Ore quattordici: alcuni colpi di annuncio siglano l’apertura della settimana che porterà alla festa patronale del 23 aprile.

La sacra icona della Madonna di Sovereto viene trasportata solennemente nella Cattedrale, accompagnata da una folla clamante di terlizzesi, composta da un gran numero di donne anziane e più giovani, famigliole, uomini adulti, ma anche da molti giovani e bambini, che assistono con interesse ed entusiasmo all’emozionante ingresso della Vergine.

L’icona sfila per tutta la navata centrale e viene collocata – onusta di ori e argenti – presso l’altare sul transetto destro sottostante la grande tela del De Napoli, l’Invenzione della Madonna di Sovereto, per l’appunto, dove si forma immediatamente un capannello di fedeli e curiosi che iniziano ad avvicinarsi per renderle omaggio e pregare per qualche momento, prima di allontanarsi e restare nelle navate, poco discosti, a chiacchierare con i conoscenti. L’evento è anche una occasione sociale.

Le anziane, stanche per l’attesa della Madonna, restano accomodate in gruppo ai banchi delle prime file, a parlottare in silenzio o ancora assorte a pregare, tutte compunte. Alcune di loro hanno chiesto, come di consueto, la grazia e l’indulgenza della Madonna e ora osservano la folla che sta riempiendo la chiesa in ogni spazio e ordine di posto, più estroversa, laica, “mondana”. Ci sono i vigili, i confratelli, alcuni esponenti politici. C’è anche il sindaco a fare la fila per fermarsi un attimo a salutare la madonna.

Fuori, la piazza del Duomo è affollata in tutta la sua ampiezza e sul fondo stanno le “quinte” delle consuete bancarelle: quella delle candele votive e delle figurine consacrate della Madonna di Sovereto, quella dei venditori ambulanti di giocattoli e dei palloncini e infine quella, immancabile, della frutta secca – forse le attrazioni principali per i tanti bambini che hanno seguito le famiglie nella sortita pomeridiana. Molti di loro sembrano stupiti e tuttavia felici – meravigliati probabilmente dal fatto che, per un giorno, i genitori hanno straordinariamente saltato o accelerato il pranzo per non perdere neanche un momento della tradizionale cerimonia, un evento magico che non esaurisce mai il suo fascino e non finisce mai di coinvolgere il popolo terlizzese. 

 

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