«I verbali smentiscono Gemmato: mi opposi alla mancata costituzione parte civile sul caso Tradeco»

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Pasquale Vitagliano risponde all'accusa di "garantismo a corrente alternata" – mossagli dal sindaco nell'ultimo consiglio – citando testualmente il verbale della seduta consiliare di marzo 2009
Pasquale Vitagliano risponde all’accusa di “garantismo a corrente alternata” mossagli dal sindaco durante il vivace consiglio di sabato scorso. Attaccato dai consiglieri di opposizione per l’atteggiamento giudicato inerte e poco “reattivo” in merito allo scandalo Censum, Gemmato aveva controbattuto adducendo la propria granitica attitudine garantista sulle questioni giudiziarie, dimostrata anche nel recente passato, quando certe “beghe” avevano colpito la fazione politica avversaria.
L’esempio portato dal Sindaco in quei frangenti di serrato botta e risposta con i consiglieri di opposizione tirava in ballo il caso Tradeco, quando alcuni esponenti di spicco della classe politica locale, tra cui l’allora consigliere del movimento Città Civile, Pasquale Vitagliano, si erano mostrati a suo modo di vedere molto più garantisti di adesso rispetto al procedimento penale che vedeva imputati i dirigenti della Polizia Municipale per il mancato servizio dell’isola ecologica.
In particolare, argomenta lo stesso Vitagliano, Gemmato «ha sostenuto che noi abbiamo dato il “beneplacito“ alla scelta dell’amministrazione di allora [guidata da Vincenzo Di Tria, n.d.r] di non costituirsi parte civile nei confronti del dirigente. Come al solito, il sindaco non ha detto il vero. Sono andato a riprendere il resoconto verbale del mio intervento nella seduta consiliare di marzo 2009 relativa al caso Tradeco. Dice testualmente:
Viene letta l’interrogazione presentata dai consiglieri Pasquale Vitagliano e Michelangelo De Chirico di Città Civile: “È in corso presso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Trani il giudizio penale sull’isola ecologica. Tutto ciò premesso di chiede: se il Comune di Terlizzi si sia o meno costituito parte civile nel processo penale in corso e in caso negativo il motivo che ha portato alla decisione di non farlo; se il Comune di Terlizzi si sia avvalso o meno delle prerogative cautelari e della facoltà prevista dall’articolo 107 del Testo Unico sugli Enti Locali”.
Ebbene, in seguito alla risposta fornita seduta stante dall’avvocato Michele Berardi, la mia replica fu la seguente:
Mi ritengo soddisfatto, ci riteniamo soddisfatti rispetto alla mancata applicazione dell’art. 107: la spiegazione giuridica che ha dato l’assessore la ritengo esauriente. Meno, meno esauriente ritengo invece la spiegazione, la motivazione data alla mancata costituzione in giudizio come parte civile. (…) Quindi non si tratta soltanto di recuperare le somme, no? Ipoteticamente distratte: si tratta anche di risarcire il danno. Ora, secondo me si tratta di una sottovalutazione del fatto non essersi costituiti parte civile, cosa che non sarebbe stata in contraddizione con la riconferma dell’ampia fiducia all’attuale dirigente”».
Una volta precisata la propria posizione storica, ricostruendo documentalmente la vicenda citata da Gemmato, Vitagliano afferma di non voler aggiungere ulteriori “code” velenose a una polemica che reputa fin troppo oziosa: carta canta.
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