“Uniti a Sinistra” contro la Buona Scuola di Renzi, “cattivo maestro”

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Alla vigilia della manifestazione nazionale di protesta contro il ddl Renzi, il movimento politico organizza un'assemblea pubblica per discutere sul futuro dell'educazione a livello locale e nazionale
Alla vigilia della manifestazione nazionale indetta a Roma dalle sigle di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams, venerdì sera alle 19 e 30 presso la sede del movimento “Uniti a Sinistra” in Largo La Ginestra, 14 si discuterà del futuro della scuola nel nostro paese, a livello locale e nazionale. Relatori la deputata di Sel Annalisa Pannarale, membra della commissione parlamentare scuola, Alba Sasso, assessore regionale al diritto all’istruzione e alla formazione, Ezio Falco, segretario generale della Flc Cgil Bari ed Eleonora Vallarelli, docente precaria.
Sotto esame due modelli di scuola che secondo “Uniti a Sinistra” sono antitetici: quello pugliese, “Diritti a Scuola”, e quello di Renzi, “La Buona Scuola”. “Diritti a Scuola” è un progetto educativo giunto alla sesta edizione, che, grazie a un finanziamento di 25 milioni dell’Ue, contrasta la dispersione scolastica e rafforza le competenze di base, migliorando il livello di istruzione delle ragazze e dei ragazzi pugliesi, privilegiando quelli più svantaggiati.
Oltre a combattere concretamente la dispersione scolastica e contribuire a migliorare le condizioni esistenziali attuali e futuri di molti ragazzi, il piano interviene a più livelli, dando lavoro a insegnanti aggiuntivi, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e psicologi, figure altrimenti destinate alla disoccupazione.
L’idea di scuola concepita dal premier Renzi è per il movimento politico la nemesi di questo virtuoso progetto, poiché è fatta di «slogan, spot, falsi sondaggi e soprattutto senza alcun confronto con i lavoratori e neanche con le parti sindacali. Questa clamorosa assenza di dialogo e di confronto (anche in parte evitato in parlamento) avrebbe evitato che ad alcuni benefici si aggiungessero altri disastrosi errori. Si tratta de “La Buona Scuola” o come ribattezzata da qualcuno “La Scuola alla Buona”».
La critica mossa a questo disegno di legge è in sostanza l’evidente depauperamento democratico, nella fattispecie un «eccessivo accentramento dei poteri nelle mani del preside-manager e la conseguente completa estromissione degli studenti, dei docenti, dei genitori e del personale Ata dai processi decisionali», elementi che non rispondono «affatto alle necessità di corresponsabilità e partecipazione che riteniamo essere imprescindibili per conseguire le finalità originarie dell’autonomia».
Inoltre, avverte la nota del movimento, con questa legge «si disattendono le attese di molti precari abilitati che da anni lavorano nella scuola pubblica con regolari contratti e a cui la Corte Europea riconosce invece il diritto alla stabilizzazione oltre che le aspettative delle insegnanti di scuola dell’infanzia e di tutto il personale Ata che in questo piano non sono minimamente considerati».
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