Venerdì Santo, i Misteri sfilano in un “bagno di folla”, tra fede e folklore. Foto

© terlizzilive
Migliaia di terlizzesi hanno assistito, come è consuetudine, alla tradizionale kermesse scortando lungo le strade del paese gli undici gruppi statuari che rievocano la Passione di Cristo
Il Venerdì Santo è uno dei riti più radicati nella religione e nel folklore popolare del meridione ed è, naturalmente, uno degli appuntamenti più attesi dalla comunità terlizzese, particolarmente affezionata a questa lunga e teatrale kermesse. Anche quest’anno, come da consuetudine, la scenografica sfilata “statuaria” degli undici gruppi scultorei – che rievocano la Passione di Cristo fino al suo sacrificio sul Golgota – ha attirato migliaia di concittadini, che hanno affollato le strade e scortato fino a tarda serata il “serpentone”.
Forse la cerimonia terlizzese è meno conosciuta rispetto a quelle delle città confinanti – Ruvo e Molfetta tra tutte, – nondimeno non ha nulla da invidiare loro in quanto a organizzazione e partecipazione popolare, grazie al contributo di tutte le componenti in causa, in specie le confraternite e le parrocchie, il cui ruolo nella riuscita della manifestazione è, come si sa, essenziale.
I gruppi dei Misteri, come è noto, “risiedono” in differenti chiese di Terlizzi e sono gestiti – allestiti, preparati e trasportati – ognuno da una specifica confraternita della città: il Redentore è custodito nella chiesa dell’Annunziata; il Cristo nell’orto nella chiesetta di Santa Lucia; l’Ecce Homo nella parrocchia Santi Medici; il Cristo che porta la croce in San Giuseppe, il gruppo del Crocifisso nell’omonima parrocchia, la Pietà nella chiesa della Santa Maria del Riposo, il Cristo Morto in Santa Maria di Costantinopoli, la Sindone nella chiesetta di Santa Maria della Stella, l’Addolorata nel Santuario del Rosario, la Spina Santa nella parrocchia Immacolata ma portata a spalla dalla confraternita di San Gioacchino e parte dunque dalla chiesa di Sant’Ignazio; il Legno Santo dalla chiesa di San Francesco.
Prima della celebrazione tutti i gruppi sacri sono stati trasportati nei pressi della Cattedrale, punto di partenza canonico della processione. A partire dalle 20 circa, il composito corteo, formato dai membri delle confraternite, dai fedeli e dal pubblico “laico” dei curiosi, ha iniziato il consueto percorso per le vie della città. Alternando brevi marce a “fermate” di preghiera e con l’accompagnamento delle marce funebri eseguite dalla banda comunale, la processione ha attraversato corso Garibaldi e, superata Piazza Cavour, si è incanalata su via Mazzini, per poi snodarsi sul lungo asse di via Tripoli e al termine del rettilineo virare su via XX Settembre. Quindi il corteo ha chiuso il circuito riversandosi su Viale Roma e infine ha raggiunto nuovamente il centro della città, dove si è “sciolto” in tarda serata.
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