Mense scolastiche, “Uniti a Sinistra”: «Cosa mangeranno l’anno prossimo i nostri bambini?»

La Redazione
una mensa scolastica

Il movimento politico getta ombre sul futuro immediato delle mense scolastiche negli istituti primari della città, dove dal prossimo anno avverrà un passaggio di consegne nei servizi di somministrazione dei pasti

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«Cosa mangeranno l’anno prossimo i nostri bambini? E come sarà gestito il servizio di mensa scolastica? Sarà migliore di quello che è stato garantito dal Comune negli ultimi anni?»
Il movimento politico “Uniti a Sinistra” manifesta forti perplessità e timori sul futuro immediato del servizio di mensa scolastica negli istituti primari terlizzesi. È in corso, infatti, un passaggio di consegne nei servizi di somministrazione dei pasti presso le mense delle scuole elementari e materne della nostra città.

«Abbiamo più volte dato voce ai genitori dei bambini che usufruiscono del servizio mensa nelle scuole materne cittadine e nella primaria a tempo pieno, che ne denunciavano le criticità e a loro dire la scadente qualità del cibo», puntualizza la nota del movimento, «ma oggi che sta cambiando la ditta che somministrerà i pasti nei prossimi anni scolastici, sentiamo il dovere di far squillare un campanello d’allarme».

La procedura di affidamento del servizio per i prossimi tre anni, sottolinea il movimento, «è stata lunga e travagliata per i soliti inciampi del Comune di Terlizzi, che prima ha fatto partire la gara ad ottobre scorso e poi ha annullato tutto. Il risultato è che ancora oggi non c’è la ditta aggiudicataria. O forse si, se alla fine delle verifiche che gli uffici comunali stanno compiendo dovesse essere confermata la ditta che ha fatto la migliore offerta: la Markas di Bolzano».
La notizia che sarà probabilmente una ditta di Bolzano a somministrare gli 800 pasti ai bambini di Terlizzi suscita «sentimenti contrastanti», secondo “Uniti a Sinistra”, che cita l’esperienza in parte negativa dell’azienda a Brindisi, «dove la Markas si è aggiudicata il servizio di refezione e poi ha lasciato gli alunni per lunghe settimane senza pasti perché non trovava un centro dove cuocere i pasti, e poi una volta che l’aveva trovato se l’è visto sequestrato dalla magistratura perché inidoneo».

Ma il movimento mette sul tappeto altre questioni critiche, a suo giudizio non approfondite o prospettate dalla Giunta, come il mancato riferimento ai prodotti a “chilometro zero”, il cui approvvigionamento dovrebbe coinvolgere i produttori locali, e l’assenza di «uno studio serio del menù da somministrare, che non è stato neanche condiviso con le rappresentanze dei genitori delle scuole, così come è stata data scarsa importanza agli alimenti biologici».

È giudicata, tra l’altro, «aberrante anche la scelta di non utilizzare la cucina comunale della scuola Pacecco (che volutamente l’amministrazione Gemmato non ha adeguato alle norme e abbandonato)», lasciando libera la Markas di cuocere i pasti in un proprio centro di preparazione esterno. Scelta che tuttavia rischia di inficiare la qualità dei pasti e rendere meno trasparente e controllabile il processo di preparazione, secondo il comunicato.
Ultima, ma non ultima, una nota sul personale impiegato nella cottura e nella somministrazione dei pasti: «anche questa volta emerge platealmente l’insensibilità dell’amministrazione comunale e così come è già avvenuto per i lavoratori della manutenzione del verde pubblico, anche questa volta si cerca di buttar fuori le lavoratrici (sono tutte donne) facendo venir meno le tutele che le avrebbero garantite nel cambio di gestione».

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