Vincenzo Di Tria: «Incredibile la gestione del caso Censum da parte di Gemmato»

La Redazione
L'ex sindaco di Terlizzi Vincenzo Di Tria

Il consigliere Pd interviene con una nota molto critica e circostanziata sulla evoluzione della causa contro la società di riscossione tributi, rilevando nella condotta del Sindaco ambiguità e scarsa trasparenza

1 commenta

I recenti sviluppi del caso Censum hanno riacuito nuovamente il conflitto tra la maggioranza e l’opposizione. Alcuni giorni fa il Tribunale di Trani aveva decretato – con il consenso delle parti in causa – il rinvio al 3 giugno dell’udienza preliminare, in modo da consentire alla società di riscossione tributi di trovare un accordo di risarcimento con il Comune di Terlizzi, dando seguito alle volontà espresse in merito da Tenerelli e Re David, rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione della Censum all’epoca dei fatti incriminati.

Poco fa il consigliere Di Tria (Pd – “Uniti a Sinistra”) è intervenuto in proposito con una nota circostanziata e molto critica, che coinvolge anche il sistema di informazione locale. La pubblichiamo integralmente:

«L’articolo apparso venerdì 20 su una locale testata on-line dal titolo “Caso Censum, rinviata a giugno l’udienza preliminare del processo”, mi sconcerta e mi indigna profondamente, e spiego il perché. L’articolo ha una veste istituzionale e il testo è quello tipico dell’informazione diramata da un ufficio stampa, ma l’autore dell’articolo non è un dipendente del Comune di Terlizzi, non è un giornalista, né tantomeno è a conoscenza dei fatti in quanto consigliere comunale.

Niente di tutto questo, si tratta di un semplice cittadino, il sig. Cosma Cacciapaglia, che però dimostra di avere conoscenze approfondite su temi di grande interesse per la comunità terlizzese, e di averle in anteprima assoluta in quanto attivista politico vicino al sindaco.
Mentre i consiglieri comunali sono del tutto all’oscuro dell’evoluzione giudiziaria dell’inchiesta penale che ha coinvolto la Censum e la dirigente Panzini, l’autore dell’articolo dimostra di conoscere tutto per filo e per segno, e di essere a conoscenza anche della strategia processuale messa in campo dai difensori degli imputati, che hanno chiesto il rinvio della seduta prevista per il 18 marzo davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare.

Dalla lettura dell’articolo veniamo a conoscenza che l’udienza davanti al GUP è slittata a giugno prossimo e che il rinvio è funzionale ad evitare la costituzione di parte civile del Comune di Terlizzi nel processo ai dirigenti della Censum, una precisa strategia processuale messa in campo dai legali degli indagati per evitare che il Comune faccia valere le sue ragioni in sede processuale vedendo puniti i responsabili dell’ammanco milionario.

Quindi se prima dell’udienza preliminare fissata per il 3 giugno (fonte terlizziviva) il Comune si mettesse d’accordo con la Censum sulle somme da recuperare, non ci sarebbe più motivo per la sua costituzione “parte civile” nel processo penale, facendo diminuire (o ridurre a zero) le responsabilità degli imputati.
Ecco spiegata la fretta con la quale Gemmato ha inserito d’urgenza in consiglio comunale la discussione dell’offerta della Censum che, questa volta nel processo civile che la vede contrapposta al Comune, offre a risarcimento la sua sede di Rutigliano e verserebbe il resto del debito negli anni successivi.

L’assurdo è che i consiglieri comunali nella seduta del 10 marzo sono stati chiamati ad esprimersi sulla proposta della Censum, ma erano del tutto inconsapevoli di quanto stava avvenendo a livello penale e che di lì ad una settimana ci sarebbe stata l’udienza davanti al GUP, né tantomeno il sindaco ha sentito il dovere di informare i consiglieri di quanto stava avvenendo.
Perché non lo ha fatto? Eppure era necessariamente stato informato dalla Procura della data dell’udienza fissata per la settimana successiva e della chiusura delle indagini a carico della dirigente alla Finanze del Comune e dei capi della Censum, conclusasi con la richiesta di rinvio a giudizio per Panzini, Redavid e Tenerelli.

Come ha svelato Cacciapaglia nel suo articolo, i due fronti giudiziari sono intimamente connessi, ma mentre Gemmato trasmetteva ai consiglieri gli atti relativi al processo civile Censum, nascondeva loro gli esiti dell’attività della Procura di Trani, così come aveva già tentato di fare con gli atti della Procura della Corte dei Conti, ottenuti solo dopo le decise proteste dei consiglieri d’opposizione.
Riassumendo, i fronti giudiziari aperti sulla questione Censum sono quindi tre:
il fronte penale che vede i tre indagati dover rispondere davanti alla Procura di Trani degli ammanchi per 1.600.000€ e di altri reati;
il fronte contabile che ha già visto la Corte dei Conti bloccare i beni della Censum per 1.600.000€ e quelli della Panzini per 219.000€;
il fronte civile che invece vede il Comune accontentarsi di solo 1.000.000€, avendo prodotto esso stesso una perizia che riduce di molto le pretese verso la Censum.

Con la manovra posta in atto da Gemmato, si vuole portare tutto verso la causa civile con il recupero di un solo milione di euro, quello stimato dal perito del Comune Domenico Cocola, che ha calcolato le somme di debito e di credito mischiando voci molto discutibili.
Un esempio? Cocola riconosce un debito con la Censum di oltre 200.000€ per il lavoro svolto dalla Sesam (come si chiamava un tempo la Censum) risalente addirittura alla fine degli anni ’90.
Ma quella di Cocola non doveva essere una “perizia contrattuale”, e quindi occuparsi solo delle voci di contratto tra Censum e Comune stipulato nel 2008?

Invece Coocola ci infila anche queste strane fatture, e il Comune non fa una piega, nonostante nel 2001 la giunta Amendolagine avesse deliberato per la nomina di un legale per perseguire le “irregolarità commesse dalla ditta Sesam, con grave pregiudizio sulle entrate previste” (un dettaglio emerso nel 2011 durante i lavori della Commissione d’Indagine sulle Cartelle Pazze di cui faceva parte Gemmato).
Del danno economico derivante dal mancato rispetto di vari punti del contratto nessuno ne parla e tantomeno si parla delle responsabilità di omessa vigilanza da parte della dirigente del Settore Finanziario.
Se è vero ciò che emerge dall’articolo, nell’udienza del 18 il Comune avrebbe annunciato la costituzione parte civile solo nei confronti della Censum e non nei confronti della Panzini. Se questo rispondesse a verità (nel frattempo abbiamo fatto richiesta scritta degli atti), sarebbe l’ennesima anomalia cui assiste la cittadinanza terlizzese. Non certo l’unica, visto che da mesi il Comune di Terlizzi è privo del segretario generale che svolge anche il ruolo di Responsabile Anticorruzione, sostituito dal vicesegretario che è proprio la dirigente alle Finanze sulla quale pende la richiesta di rinvio a giudizio, la quale nel frattempo siede anche nel consiglio d’amministrazione della nuova società per la raccolta dei rifiuti.
Volendo tirare le somme, in questa torbida vicenda emerge un dato sostanziale, la totale assenza di lealtà e di trasparenza, con il sostanziarsi di una condotta amministrativa opaca e depistante, questo è stato il motivo dell’autosospensione dei consiglieri d’opposizione, considerato che per un consigliere comunale, fare finta di niente e non protestare quando non vengono fornite notizie e atti significativi, può portare ad arrecare un grave danno per la collettività o addirittura trasformarsi in complicità
».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!