Caso Censum, il Consiglio (tornato al completo) prende tempo sulla proposta di “datio in solutum”

© terlizzi online
In seduta plenaria dopo mesi, il Consiglio ha ascoltato il parere dell'avvocato Patroni Griffi sulla proposta compromissoria di risarcimento della Censum, ma infine ha deliberato di aggiornare la seduta a data da destinarsi
Convocato a titolo straordinario e “monotematico” per ascoltare il parere tecnico dell’avvocato dell’Ente, Patroni Griffi, in merito al caso Censum, quello di lunedì sera si è rivelato un Consiglio “di transizione” e, con l’accordo di tutti i consiglieri, è stato aggiornato a data da comunicare.
C’era un discreto clima di attesa circa l’intervento del legale e non a caso si è registrata una seduta plenaria, con i consiglieri Di Tria (Pd e “Uniti a Sinistra”) e Cagnetta (“Città Civile”) tornati dopo mesi a sedersi fra i banchi dell’opposizione. Tuttavia, alla fine, i consiglieri di comune accordo hanno deciso di prendere ancora tempo per approfondire sotto ogni punto di vista l’offerta di parziale risarcimento avanzata nei giorni scorsi dalla società di riscossione tributi, che intende donare a parziale copertura del debito un immobile ubicato a Rutigliano, stimato dai legali di parte 340 mila euro.
L’avvocato Patroni Griffi ha chiarito ai consiglieri alcuni aspetti tecnici e giuridici della “datio in solutum”, definita una formula “anomala” di risarcimento, ma si è astenuto dal fornire orientamenti o indirizzi di scelta al Consiglio, sollecitandolo anzi a vagliare nel dettaglio la proposta e, nel caso, prendere in considerazione la possibilità di presentare alla Censum una controrichiesta. «L’importante è che a esprimersi sia l’organo sovrano, ovvero il Consiglio Comunale, che ha precipui compiti di indirizzo e controllo», ha chiosato Patroni Griffi, a sigillo del suo intervento.
Lo stesso sindaco Gemmato, intervenuto ad apertura dei lavori, ha ribadito che solo il consesso degli eletti è competente a deliberare circa le acquisizioni immobiliari e ha richiamato il Consiglio ai valori della responsabilità e della maturità, a difesa del bene della comunità cittadina, in modo da non perdere di vista l’obiettivo di riscuotere il credito.
L’alternativa all’accoglimento dell’immobile sono le 15 procedure – peraltro già avviate – di pignoramento verso terzi nei confronti di quei Comuni che paiono essere ad oggi ancora serviti da Censum. Una strada, questa, alternativa il cui proseguo dovrà ugualmente essere valutato dagli amministratori locali.
Ma giungere a una decisione univoca e dirimente non sarà semplice. Per questa ragione, il Consiglio ha stabilito di riunirsi ancora acquisendo nel frattempo, per quanto possibile, la documentazione utile a chiarire la situazione patrimoniale attuale della spa Censum, in primis i bilanci aziendali, prima di intraprendere decisioni irreversibili.
L’unica “notizia” emersa ieri è la tregua – che pare tuttavia “armata” – tra maggioranza e opposizioni. «Quando gli atti vengono messi a disposizione dei consiglieri comunali tutto cambia», sostiene uno dei consiglieri “rientranti”, Cagnetta (“Città Civile”). «Diamo atto di aver ricevuto dal sindaco negli ultimi giorni tutti gli atti che avevamo richiesto: è un segno che va nella direzione della trasparenza. Ci auguriamo che questo metodo d trasparenza. questo metodo di dialogo e confronto, proseguano anche in futuro a prescindere dai singoli argomenti da trattare».
Più tagliente e meno conciliativa la dichiarazione di Vincenzo di Tria (Pd – “Uniti a Sinistra”): «Siamo qui stasera perché riteniamo che l’argomento sia di enorme importanza e ritenevamo di dare il nostro contributo».
Anche l’ex candidato sindaco Pasquale Vitagliano (“Città Civile”) si mostra scettico sulla presunta “apertura” della maggioranza a una maggiore collegialità in Consiglio: «La verità è che senza l’ordinanza del Tribunale di Trani il comune di Terlizzi non avrebbe alcun titolo esecutivo in danno della Censum». Secondo l’ex candidato sindaco, non è vero che le indagini erariali della Procura dei Conti su Terlizzi siano state avviate su impulso della nostra amministrazione: «basta leggere le due ordinanza di sequestro per rendersi chiaramente conto che viene denunciato proprio il mancato controllo da parte dell’amministrazione, in particolar modo dal 2012, al punto di prorogare ulteriormente il contratto. Quanto alla questione tratta ieri in consiglio comunale, lo stesso avvocato, seguito per emulazione da molti consiglieri, ha parlato di “piano di ristrutturazione” della Censum. Dovrebbe essere questo a giustificare l’accoglimento della transazione. L’obiezione è tecnica ma molto semplice. Non mi pare sia mai stato presentato un piano di concordato preventivo. Sarebbe bastata semplicemente il deposito della domanda in Tribunale per sospendere tutte le azioni esecutive. Perché non è stato fatto? È davvero un mistero. Certo è che in assenza di sospensione, le somme pignorate presso i terzi sono certe, mentre il valore dell’immobile è del tutto aleatorio. Dunque, la società vuole massimizzare ancora la propria liquidità. Ma a questo punto le garanzie che queste somme siano ben “conservate” presso la stessa società sono nulle».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro