Caso Censum, ancora scintille tra Sel e Pd

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Sinistra Ecologia e Libertà pone dubbi sull'efficacia dell'opposizione del Pd alla giunta Gemmato. Il segretario del partito Barile ribatte: Sel non sia una spina nel fianco e si confronti apertamente
Duro “botta e risposta” tra Pd e Sel sull’affare Censum e sulla questione del “primato” nell’opposizione all’amministrazione Gemmato. Il confronto, dai toni aspri, come accade sempre più spesso va in scena sui social network. In un post pubblicato in serata su facebook, Sel ha risposto a tono al piccato invito del Pd di “guardare in casa propria” invece che dettare la linea a quello che – fino a prova contraria – resta un partito alleato. Pochi giorni prima, Sel aveva esortato il Pd a rompere gli indugi e tener fede all’impegno di “adire” le vie parlamentari, chiedendo attraverso il suo parlamentare locale, Gero Grassi, una interrogazione al ministro degli Interni Alfano
L’esordio del post è diretto: «Sia ben chiaro: il nostro avversario politico è la destra. Ma non possiamo tacere e assecondare i giochi di prestigio degli “Scillipoti de noantri”, non possiamo stare ai balletti tipici dello schema nazionale delle “larghe intese”. La maggioranza faccia la maggioranza e l’opposizione faccia l’opposizione perché i minestroni in politica non promettono mai nulla di buono. In particolare il Pd eviti di replicare a critiche provenienti dalla sua sinistra per scongiurare che i suoi nei diventino fastidiosissimi bubboni che prima o poi esplodono.
Espliciti i luoghi, gli argomenti e le soluzioni adottate dal proprio parlamentare nel “caffè” preso col proprio alleato di maggioranza Angelino Alfano circa la questione Censum a Terlizzi. Difficile da spiegare (con un caffè) una situazione in cui un parlamentare Pd spiega ad un Ministro del Nuovo Centro Destra, che in un paese governato da un Sindaco di Fratelli d’Italia, che ha vinto le elezioni perché sostenuto da una lista civica proprio del fratello dello stesso parlamentare… ecc.. ecc.. ma siamo fiduciosi e aspettiamo di conoscere gli esiti».
Sel dichiara di trovare piuttosto contraddittoria la convinzione del Pd di essere il principale partito dell’opposizione, pur mancando di unità e coesione interna. L’allusione è alla pervicacia con cui l’ex sindaco Di Tria sta portando avanti la sua battaglia solitaria contro la giunta Gemmato, continuando il suo voto di “autosospensione” mentre gli altri tre consiglieri del Pd hanno ormai ripreso a partecipare attivamente ai lavori del consiglio comunale.
«Ci spieghi i motivi fondanti di tale scelta (poco partecipata e poco condivisa sia all’interno che all’esterno del Pd) e gli atti politici tanto bene illustrati in una iniziativa pubblica al cospetto del proprio segretario provinciale che l’hanno sostenuta. Anche noi crediamo oramai utile tornare a far sentire la propria voce in consiglio comunale.
Ma ci spieghi il Pd se questa è una grande vittoria e se il ritorno tra i banchi del consiglio comunale sia una vittoria tutta propria o se è da condividere con il presidente del consiglio comunale, da sempre sostenitore della indispensabile, civile e democratica dialettica tra le parti e della correttezza istituzionale e non anche con l’illustrissimo Sindaco, che gioisce anch’egli del vostro parziale ritorno in aula per proporvi nuove e spericolate avventure.
Noi siamo all’opposizione di questa amministrazione, con o senza consiglieri comunali. Così come siamo all’opposizione di tutti i governi delle larghe intese (nazionale incluso). Abbiamo la presunzione di non essere soli ed isolati. “L’oscura strategia politica” che il Pd paventa è solo la seguente: noi facciamo un appello alla sobrietà e alla linearità del pensiero politico, cercando di recuperare il rapporto con i cittadini. Chissà che qualcuno torni a credere ancora nella Politica».
A stretto giro di posta, sottoforma di “commento” è giunta la replica di Franco Barile, segretario cittadino del Pd, il quale rammenta che ad essere “disallineato” è unicamente il consigliere Di Tria, che ormai – si sottolinea – segue una sua strategia “movimentista” fedele solo in parte alla linea del partito locale e «interpretando a modo suo la linea del segretario provinciale. Ma comunque – ribadisce Barile – Sel guardi solo in casa propria. Pare che gli argomenti di Sel si siano ridotti ad una azione di contestazione del Pd che certo non deve rendere conto ad un altro simbolo politico che non ha ancora capito dove collocarsi nelle vicende politiche cittadine, regionali e nazionali. Esorto Sel a chiudere la polemica con il Pd, che non mollerà mai la guida dell’opposizione a Gemmato, ma che non si farà dettare l’agenda da soggetti politici con oscure (ma non tanto) strategie».
Da ultimo, il segretario invita perentoriamente Sel a non essere una “spina nel fianco”, impegnandosi in un confronto dialettico franco e aperto, «piuttosto che utilizzare meschinamente altri mezzi di comunicazione per attaccarlo e dare all’opinione pubblica messaggi distorti».
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