L’Azione Cattolica stila un “manifesto” per l’uso responsabile dei social network

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"Comunicare è dare significato alla condivisione come al privato" è il titolo programmatico dell'iniziativa, volta a educare a un utilizzo consapevole dei nuovi media
Anche quest’anno l’associazione cattolica diocesana propone un’iniziativa finalizzata a sensibilizzare uno stile di vita sobrio e consapevole, specialmente nell’utilizzo delle nuove tecnologie e dei famigerati social network, che ormai sono parte integrante, se non preminente, del nostro modo di essere e di “specchiarci” nelle relazioni interpersonali.
A questo scopo l’Azione Cattolica – Diocesi Molfetta-Giovinazzo-Ruvo-Terlizzi ha compilato una serie di “manifesti”, il primo dei quali afferma che “Comunicare è… dare significato alla condivisione come al privato”. Con questa pubblicazione si intende porre in rilievo l’importanza del valore intimo e privato delle nostre esperienze di vita, che non deve essere “pubblicizzato” immediatamente e a qualsiasi costo, con il rischio di essere male interpretata, stravolta nel senso, e sortire una catena di conseguenze imprevedibili e difficili da gestire, anche emotivamente. A volte comunichiamo “male” solo perché abbiamo la smania di soddisfare all’esigenza di affermare la nostra personalità.
È bene pertanto fare un uso consapevole e responsabile dei social network e dei nuovi media, ad esempio dando spessore a quanto condividiamo e cercando di mantenere uno stile di comunicazione stabile e coerente, che non ceda alle sirene del successo mondano e alla sindrome del “mi piace”, ormai dominante. Le piazze virtuali sono pur sempre piazze, anche se possono rivelarsi un indiscutibile megafono per una testimonianza autentica e coraggiosa o per uno scambio costruttivo ed efficace. Ma, appunto per la loro facilità di penetrazione, presentano pur sempre il “doppio fondo” del pericolo della strumentalizzazione. Il privato non può avere valore di scambio e ogni riflessione, ogni pensiero intimo deve essere custodito e centellinato gelosamente. Il manifesto della diocesi intende dunque essere prima di tutto uno stimolo a vivere e utilizzare le piazze virtuali con maggiore responsabilità, facendo in modo che questa occasione di libertà di espressione possa migliorarci e non degradare la nostra sensibilità.
«Albert Camus», conclude la nota dell’Azione Cattolica con una preziosa citazione, «scriveva che la libertà è quella possibilità che ci consente di diventare migliori. A noi il compito di esercitare tale possibilità utilizzando i nuovi media come mezzi di liberazione e non di schiavitù».
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