Martedì prossimo si festeggia la “Madonna di Costantinopoli”

© francesco de nicolo
I festeggiamenti avranno inizio sabato 28 Febbraio, con la celebrazione del Triduo, che prevede alle 18 la recita del Santo Rosario e la Celebrazione Eucaristica
Il 3 marzo prossimo ricorre la tradizionale festa della Madonna di Costantinopoli. Una festa antica e piena di storia popolare, un tempo nota tra i cittadini come la “Festa della Madonna delle nocelle”.
Nella nostra città, la rappresentazione della Madonna di Costantinopoli è legata ad un simulacro ligneo realizzato nel 1834 dallo scultore nostro conterraneo Giuseppe Volpe. Essa è custodita nell’antica chiesetta dedicata al Glorioso apostolo delle Indie San Francesco Saverio, più notoriamente conosciuta, appunto, come la Chiesa della Madonna di Costantinopoli. I Festeggiamenti avranno inizio sabato 28 Febbraio, con la celebrazione del Triduo, che prevede alle ore 18,00, la recita del Santo Rosario e la Celebrazione Eucaristica.
Martedi 3 Marzo ci sarà la Festa Solenne e le Sante Messe saranno celebrate alle ore 8, 9, 10 e 10. Alle ore 18,30 Solenne Celebrazione Eucaristica e canto del “Te Deum”, officiata dal Rettore don Cesare Pisani, animata dalla corale della Parrocchia San Gioacchino, il servizio liturgico sarà garantito dai Portatori di “Gesù Morto”.
Una piccola variante di quest’anno è l’assenza dei fuochi pirotecnici al termine dei festeggiamenti. Una decisione adottata considerando che quest’anno la festa capita nel periodo Quaresimale ed anche in segno di rispetto per la scomparsa, lo scorso novembre, di Pino Tempesta, Coordinatore dei Portatori di Gesù Morto, fervido animatore di questa festa.
Come di consuetudine in occasione della festa ci sarà la sagra delle nocelle e dei panzerotti, i proventi della quale saranno devoluti al completamento delle opere di restauro della statua di Gesù Morto.
Anche se vicina nel tempo, l’origine di questo culto risale al retaggio bizantino della Puglia. La città di Costantinopoli ebbe fin dai primi tempi per la Madre di Dio, la Vergine Theotokos, un culto incoraggiato secondo alcuni dalla madre dello stesso Costantino, l’imperatrice Elena.
Nel V secolo, Teodosio II (408 – 450) eresse a Costantinopoli tre basilichette mariane: in una di queste, chiamata Odeghi, l’immagine venerata rappresentava la Vergine col Bambino in braccio. La denominazione Odigitria, da odos, “via”, significa “Colei che indica la via” e per alcuni il nome deriverebbe dal fatto che i condottieri (odigoi) si recavano in questo monastero a pregare, per altri dal nome della via della città imperiale in cui vi era la Chiesa detta “delle guide”, che conservava un’immagine simile, venerata come opera dell’evangelista Luca. Successivamente acquistò un significato personale a causa della posizione del braccio di Maria che indica il Figlio come “via, verità e vita”. Questa celebre immagine fu considerata la protettrice della città di Costantinopoli e di tutto l’impero d’Oriente. Furono gli imperatori stessi a portarla alla testa dei loro cortei trionfali, come indicatrice e guida della via, avvalorando in questo modo il titolo di “Odigitria”. Ad incrementarne il culto a Costantinopoli contribuì l’imperatrice Pulcheria che volle stabilire una devozione particolare verso la Madre di Dio nei martedì: questo perché la definizione dommatica della Divina Maternità pare che sia avvenuta di martedì e inoltre perché di martedì, in quello successivo alla Pentecoste, per intercessione della Madonna, il popolo di Costantinopoli avrebbe avuto una vittoria sui persiani che avevano posto l’assedio alla città.
Il tipo iconografico di S. Maria di Costantinopoli, infatti, ritrae generalmente la città turrita e cinta di mura in preda alle fiamme, che alcuni storici descrivono come un imponente incendio; altri spiegano più realisticamente come conseguenza di un assedio di Saraceni. Le lotte iconoclaste del ‘700 e la presa di Costantinopoli da parte di Maometto II nel 1453 determinarono, in questo lasso di tempo molto ampio, l’importazione delle immagini care al popolo cristiano d’Oriente nei territori dell’Italia Meridionale.
Non solo, ma anche usi, tradizioni, costumanze liturgiche e architettura bizantina fecero sentire il proprio influsso, innestandosi nella cultura storica e popolare del Sud. Non poche furono la Immagini della Madonna di Costantinopoli la cui devozione si sviluppò in vari centri della Puglia.
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