Al Melkweg arriva Hyst, rapper dagli occhi a mandorla

La Redazione
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La rassegna musicale "trasversale" "Don't Panic" continua con il musicista italo-nipponico, artista eclettico e noto volto della tv

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Continua la rassegna musicale del Melkweg, “Don’t Panic!”. Dopo l'hardcore dei Lantern, venerdì 27 febbraio sarà la volta del rap di Hyst, che nel genere è tra i maggiori esponenti della scena nazionale.

Hyst è membro storico del collettivo Blue Nox e tra i rapper più eclettici e poliedrici della scena italiana. Seguendo le orme dei suoi genitori (la storica presentatrice del Tg2 Teresa Piazza e l'attore giapponese Haruhiko Yamanouchi) ha fatto dell’arte una scelta di vita, cimentandosi con successo nel cinema (è apparso anche ne “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, di Wes Anderson), a teatro e in tv (è stato anche conduttore di “Tintoria Show”, programma comico andato in onda qualche anno fa su rai 3), per approdare poi nella musica come rapper e produttore. Su facebook spopolano i suoi video tutorial per Wired.

Hyst si è fatto conoscere negli anni per il suo stile diretto e colloquiale e per l’attitudine al canto, caratteristica che lo ha da sempre contraddistinto nella scena rap e che ha spinto il suo collega e amico Ghemon ad inserirlo come voce di supporto nel suo ultimo tour estivo.
Il suo nuovo album si chiama “Mantra”. Come si nota, il “lessico” di Hyst rifugge dalla seduzione del banale e alla ricerca dell’effetto sicuro e vuole offrire ai suoi ascoltatori suoni e parole profonde, che raccontano in modo limpido e onesto il suo mondo.
In “Mantra” le due essenze di Hyst si rincorrono e si mescolano armoniosamente: da una parte la fermezza morale e i principi orientali, dall’altra l’anima chiassosa e verace di Roma: un po’ Mishima e un po’ Califano.

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