“Terlizzi si fa in quattro” deposita una petizione sulla internalizzazione del servizio tributi

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Secondo il movimento di Grassi, la Giunta ha compiuto una "falsa internalizzazione" del servizio tributi, affidandolo a «società private vincitrici di “artificiosi” appalti».
Dopo una delle giornate politicamente più movimentate dell’ultimo periodo, ieri sera il movimento “Terlizzi si fa in quattro” ha diffuso un comunicato in cui dichiara di aver depositato presso il Segretario Generale dell’Ente Locale, Maria Rosaria D’Oronzio, una «petizione popolare contro la “falsa “ internalizzazione della gestione del servizio tributi, da cui sono scaturite anche le cartelle “pazze” ICI e Tarsu».
Secondo il movimento di Michele Grassi, i contribuenti terlizzesi – esasperati dal «disastroso esercizio della funzione tributaria» che sta caratterizzando la gestione Gemmato e «che è sfociato diverse volte in persistenti e gravi imposizioni fiscali» – si sono mostrati subito ricettivi nei confronti della petizione, cui hanno aderito in massa. Considerato l'esito favorevole dell'iniziativa, il movimento chiede pertanto che il Consiglio Comunale si riunisca «in seduta pubblica, anche monotematica, per affrontare la situazione incresciosa» e induca la giunta a rispettare la deliberazione di “internalizzare” il servizio tributi, invece di aggirarla utilizzando «società private vincitrici di “artificiosi” appalti, i cui costi gravano sempre e solo sulla cittadinanza».
Il movimento chiede altresì all’Amministrazione di sospendere immediatamente il pagamento delle cosiddette "cartelle pazze" ICI e Tarsu 2009, «consentendo ai cittadini di valutare, in contraddittorio, il dovuto onere fiscale».
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