Sanità, Vendola e Cosentino assolti anche in appello dal reato di “abuso d’ufficio”

La Redazione
Nichi Vendola e Lea Cosentino

Per la Corte di Appello di Bari "il fatto non sussiste": il Presidente della Regione era accusato di aver favorito un chirurgo per un posto da primario all'ospedale "San Paolo"

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La Corte di Appello di Bari stamattina ha confermato la sentenza di primo grado di assoluzione dal reato di “abuso d’ufficio” nei confronti del Presidente della Regione in carica, Nichi Vendola, e di Lea Cosentino, nota alle cronache come “lady Asl”.

Secondo il verdetto – emesso dopo solo un’ora di consiglio – «il fatto non sussiste». Vendola era accusato di aver favorito il professor Sardelli nella corsa all’assegnazione di un posto da primario di chirurgia toracica presso l’ospedale San Paolo di Bari, nel periodo compreso tra settembre 2008 e aprile 2009. A questo scopo – secondo la Procura di Bari – avrebbe indotto l’allora direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino a riaprire i termini per la presentazione delle domande di accesso al concorso, in modo da consentire a Sardelli di ottenere il posto.

In aula erano presenti Lea Cosentino e i suoi difensori, gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Francesca Conte, e il legale di Vendola, Vincenzo Muscatiello. «Sono soddisfatta e serena», ha detto Lea Cosentino uscendo dal tribunale barese.

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