Rifiuti e soldi. In arrivo nuova pioggia di “cartelle pazze”. Cittadini s’interrogano e vanno sul piede di guerra contro il Comune

© n.c.
L’attacco apparso su manifesti si riferisce prevalentemente alla gestione della vicenda delle cartelle esattoriali sui rifiuti scoppiata durante le amministrazioni Di Tria e Gemmato.
Ci risiamo. Anno nuovo, problemi vecchi. Anche quest’anno infatti a Terlizzi si apre con una nuova “pioggia” di cartelle esattoriali con le quali il Comune attiva il processo di riscossione dei crediti (in particolare le tasse smaltimento rifiuti solidi urbani) dell’anno 2009, vantati nei confronti dei contribuenti, ovvero i cittadini terlizzesi. Inevitabile i mugugni e le reazioni che fanno montare la polemiche.
In “imbarazzo” anche gli stessi responsabili comunali e personale politico che ruota attorno a palazzo di città, “colpiti” anche loro dalla raffica di avvisi.
In un manifesto tradotto in un vero e proprio “vademecum” in merito alla vicenda, un gruppo nutrito di cittadini, professionisti esperti e operatori riunitosi in un comitato spontaneo denominatosi “cittadini indignati”, lamentano una “mala-gestio” del settore tributi da parte delle amministrazioni succedutosi negli ultimi anni. E inoltre sottopongono interrogativi da sciogliere per orientarsi su quali azioni intraprendere, tirando conclusioni non proprio “morbide” nei confronti della macchina amministrativa e responsabili comunali.
Le tappe della questione sono ripercorse in maniera piuttosto dettagliata e puntuale.
Spiegano:
Cosa succede? “Il Comune notifica con posta privata avvisi di accertamento di tributi locali entro il termine prescrizionale del 31-12-2014 (oltre avrebbe perso il diritto di incassare)”.
Primi rilievi. Secondo il comitato di cittadini tra cui anche professionisti di settore “molti avvisi risulterebbero annullabili perché basati su dati non aggiornati, nonostante le tante e ripetute passate lavorazioni con il contribuente o il commercialista. La notifica eseguita per posta privata è nulla.”
E quindi la constatazione racchiusa in una domanda: “Cosa fare? Autotutela o accertamento con adesione, per cui il Comune sollecitato si ravvede e sgrava il tributo. Oppure avviare un contenzioso (più costoso e lungo) se il Comune non risponde o non si ravvede nei termini”.
A fronte di questo si intravede uno scenario a tinte chiaro-scure: “Molti cittadini – aggiungono – pur di non ricorrere e sostenere altri costi e disagi, magari per pretese minime, decideranno di pagare. Il Comune non condividerà la giurisprudenza consolidata che annulla la notifica per posta privata, inducendo il contribuente a doversi difendere in contenzioso. Quindi altri contribuenti decideranno di pagare, pur di non sostenere ulteriori spese. In contenzioso, se vittorioso è il contribuente, non è esclusa la compensazione delle spese processuali tra le parti: ognuno paga le proprie spese”.
Tra le considerazioni aggiungono anche che “l’internalizzazione del servizio tributi ha fallito e peggiorato la situazione finanziaria del Comune; La macchina amministrativa oltre a non avere aggiornato gli archivi, ha maldestramente notificato, in extremis e con posta privata, gli avvisi di accertamento, perdendo la possibilità di perfezionarli con nuova notifica, in quanto trascorsa la scadenza del 31/12/2014; Il Comune conta di rastrellare quanto possibile, sperando in un atteggiamento arrendevole del contribuente; Ma non potrà più incassare tutte le entrate previste e gli avanzi vantati in bilancio continueranno a sgonfiarsi; La dirigente indagata è sempre mantenuta al suo posto, anzi ora rappresenta Terlizzi in consorzio con altri Comuni.
E traggono alcune conclusioni con un interrogativo finale: “Per i minori introiti nelle casse comunali – concludono i cittadini che si firmano indignati – il Comune sarà presto obbligato a ridurre la spesa e quindi i servizi, oppure ad aumentare le tasse, o ad adottare entrambe le azioni; per l’inefficienza politica e dirigenziale del Comune, i cittadini disonesti l’avranno fatta franca e i cittadini onesti subiranno pure le conseguenze finanziarie negative dell’ente”. “I politici o i dirigenti pagheranno per le loro responsabilità?”
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro