Politica, si accende la temperatura: “botta e risposta” a suon di manifesti tra maggioranza e opposizione

TOMMASO PARISI
Corso Vittorio Emanuele Terlizzi

Livello di tensione al rialzo dello scenario politico cittadino. Dall’emergenza legalità alle richieste di dimissioni. Presi di mira sindaco, presidente del consiglio e consiglieri

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S’impenna il termometro sulla scena politica a seguito del consiglio comunale scorso in cui sei consiglieri di opposizione (Berardi, Cagnetta, Chiapparino, Di Tria, Malerba G., Sigrisi) si sono autosospesi dalle loro attività istituzionali, comunicando al Prefetto quanto starebbe accadendo a palazzo di Città. Nei giorni seguenti l’assemblea consigliare, le diverse fazioni politiche hanno occupato con una certa “forza” la piazza politica con manifesti pubblici e dichiarazioni che si ripercuotono ancora in queste ore.

A surriscaldare i motori la “dura” reazione delle forze politiche della coalizione di maggioranza che su manifesti e interventi del personale che senza mezzi termini ha apostrofato gli avversari come “la peggiore opposizione della storia di Terlizzi” (escludendo il consigliere Michelangelo De Chirico che non ha condiviso le scelte fatte dai suoi “colleghi” del PD) che ha superato ogni limite di dignità politica esercitando una strana e discutibile autosospensione”, la quale sarebbe una “scusa bizzarra per disturbare i lavori dell’assise”.
La stessa maggioranza di governo coglie l’occasione per puntare il dito dritto contro il  Presidente del Consiglio Michele Grassi “il quale dimentica di essere super partes e permette comportamenti scorretti ed abusi al regolamento” e che non avrebbe svolto diligentemente il proprio ruolo “lasciando al consigliere Allegretti il compito di ristabilire le regole in aula”.
Lo stesso consigliere Allegretti che, secondo le opposizioni ‘autosospese’ su altri manifesti e note stampa “ha impedito la lettura della lettera indirizzata al Prefetto. Frutto di una cultura anti-democratica?”

Anche il Nuovo Centro Destra, con un manifesto pubblico, interviene e tira in ballo l’operato del  Presidente Grassi il quale “se avesse un briciolo di dignità politica, dovrebbe finalmente dimettersi da Presidente. Gli ricordiamo, infatti, di essere stato eletto con i soli voti della maggioranza”. Non manca la replica del Presidente del Consiglio: “Io non dimentico mai di essere super partes, cerco di esserlo in ogni momento” e spiega, contraddicendo quanto detto dalla maggioranza Gemmato: “Non capisco quali sono i comportamenti scorretti che io avrei consentito. Sono stato l’unico a mettere ordine durante l’ultima seduta, anche perché tocca a me farlo”

Ma le opposizioni vorrebbero attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla Dirigente agli affari finanziari del Comune di Terlizzi denominandola “Il manovratore” ossia “ il vero sindaco e padrone della Città” e, accusati di  abbandonare l’aula pur di non votare debiti contratti dall’amministrazione di Tria, replicano sottolineando che “l’ammanco di oltre 1 milione di euro è il più pesante e grave debito fuori bilancio”

Il PD invece, con un manifesto pubblico, indica l’amministrazione Gemmato come la “peggiore maggioranza della storia”, denuncia lo stato “anomalo” nel quale si starebbero svolgendo le attività consiliari: “I consiglieri comunali del nostro partito sono di fatto impediti ad esercitare le proprie prerogative, a causa di un confronto reso esasperato e non democratico in tutta la sua evidenza, da un sindaco che sovverte sistematicamente ogni buona regola di trasparenza”. Per il Partito democratico si tratta di un vero e proprio “bavaglio” posto ai consiglieri di opposizione e ciò richiamerebbe “i peggiori regimi dittatoriali” e chiedono le dimissioni al Sindaco Gemmato.

 

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