A Terlizzi l’artista Yanira Delgado per conoscere le tradizioni e le bellezze del grande Messico

ANNA MARIA GRIECO
Mostra di cultura e tradizione messicane

Innamorata del territorio pugliese è impegnata a promuovere scambi interculturali tra Italia e Messico. La mostra assieme agli artisti Giovanni Cagnetti, Natalia Alejandrina Blanco, Chiara Scarpone e un gruppo di giovani terlizzesi

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Il suo passaggio nella città dei fiori ha lasciato un segno sul panorama culturale, così come l’eco delle performance artistiche. Ha riscosso un rilevante successo infatti la quinta edizione della mostra organizzata dall’artista messicana Yanira Delgado Altamirano.

Un tripudio di colori ha accolto i visitatori della mostra “Il giorno dei morti per celebrare la vita”, presentata al Chiostro delle Clarisse nei giorni scorsi per la sua quinta edizione, il cui tema è quello della festa cristiana, istituita nel XVI secolo, della Día de Muertos, celebrata in Messico sin dal tempo degli Aztechi ed oggi protetta dall’Unesco come patrimonio culturale dell’Umanità . La mostra è stata curata da Yanira Delgado Altamirano, con le performance artistiche di Giovanni Cagnetti, Natalia Alejandrina Blanco e Chiara Scarpone, che hanno realizzato insieme a ragazzi terlizzesi un murale a tema, molto colorato ed allegro.

All’ingresso svetta così un altare molto colorato, costruzione facente parte della tradizione messicana e preparata annualmente in occasione di questa festa pittoresca. L’altare in Messico è una tradizione molto importante poichè rappresenta la commistione tra antichi rituali dei popoli precolombiani, e dunque pre-ispanici e quelli dei conquistadores.
Secondo questa festa l’altare serve per permettere ai defunti, anche per un solo giorno, di ritornare sulla terra tra i propri cari.

Protagonista assoluta degli altari è “La Catrina”, ovvero uno scheletro vestito da donna con abiti altamente eleganti che rappresenta l’allegoria della morte. Inoltre esso contiene oggetti del più disparato tipo tra cui quelli che piacevano così tanto al defunto in vita, come ad esempio il cibo, il vestito e l’alcoolico preferito. L’altare deve avere 7 livelli, esattamente come sette sono i peccati capitali. Il primo livello è quello della terra, ma è anche l’ultimo che percorrono i morti per scendere tra i vivi, scendendo la scala dei peccati. E’ usuale apporre uno specchio per far si che il defunto anche solo per un giorno, si veda come desidera; dell’acqua per dissetarsi; il pane dei morti, ovvero il Calaveras a forma di ossa ed infine viene inserito anche un cane in miniatura, con delle monetine come offerta, ovvero un amico fidato che possa guidare il defunto nella discesa tra i vivi contro le anime cattive che cercano di deviarne il giusto percorso.

Molto rappresentativo in questa festa è anche il territorio di appartenenza del defunto; nella  regione centrale del Michoacán, ad esempio, la famiglia è solita trovarsi al cimitero tutta riunita per cantare e ballare attorno la tomba del proprio caro. La morte viene vista nei paesi occidentali come un tabù, qualcosa di cui non parlare, mentre in Sud America – influenzati da un popolo molto religioso, anche se estremamente vivace –  la morte viene celebrata  e schernita con canti, balli e colori come una sorta di parodia poiché è inutile averne paura essendo una sorte che tocca tutti.

L’artista Yanira Delgado, innamorata del nostro territorio, si occupa inoltre di scambi interculturali tra Italia e Messico, il cui scopo è quello di far conoscere le bellissime tradizioni pugliesi in territorio messicano e viceversa. Questo è un progetto indipendente e gli artisti che ne fanno parte hanno tanta voglia di fare, anche se pochi mezzi e come spesso accade le istituzioni non aiutano in alcun modo lo sviluppo della cultura e dell’arte.

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