La città si “stringe” forte attorno ad Antonio. Il vescovo: “Si pianti un albero che conservi il nome, sarà testimone di vita”

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Lacrime e parole di profondo cordoglio ai funerali del giovane avvocato Antonio Grieco, ulteriore vittima della strada dopo Erika, Luciana e Simona. Mons. Martella
Per Terlizzi è sicuramente un anno da dimenticare al più presto. Troppe le giovani vittime che hanno lasciato una lunga scìa di sangue sulla strada. La città si risveglia ancora una volta attonita e affranta dal dolore difficile da lenire e tanta commozione.
Quel dolore che solo il tempo potrà affievollire vissuto dalla folla che si è stretta attorno ai familiari, parenti e amici per l’ultimo commosso abbraccio ad Antonio Grieco, il giovane avvocato scomparso giovedì sera in un incidente stradale, la cui voglia di vivere resterà “motivo di orgoglio e un importante esempio di amore per la vita” per i familiari e per tutti gli amici.
Il prossimo 4 dicembre avrebbe compiuto 32 anni ma un’incidente stradale ha portato via un punto di riferimento per tutti i suoi coetanei e amici di università, di lavoro e di vita.
Per loro è sempre stato “un trascinatore”, un ragazzo “con una tale carica ed energia che a tratti sembrava sovrannaturale. Serenità e sicurezza lo contraddistinguevano. Lealtà, disponibilità verso il prossimo e l’amore verso la vita lo hanno reso riferimento per tutti coloro che lo hanno conosciuto” queste le parole di un suo amico durante la lettura di un ultimo messaggio ad Antonio, da parte di gli voleva bene.
Durante le esequie, celebrate dal Vescovo mons. Luigi Martella, la comunità terlizzese si è stretta attorno ad Antonio ricordato, durante l’omelia, come “un giovane che amava la vita”, ed è questo il ricordo che si avrà di lui da questo momento in poi.
I suoi sforzi, una vita dedicata allo studio e da poco tempo al lavoro – si preparava ad affermarsi nel campo forense come avvocato – la sua voglia di conoscere il mondo, la natura, viaggiando ed esplorando nuovi posti prima sconosciuti; la passione per lo sport e l’amore per il mare: “lo esplorava immergendosi, quasi come per scoprire i fondamenti della vita nella ricerca dell’infinito” ha commentato il Vescovo.
Parole di cordoglio e di sentimento profondo della guida diocesana a cui si è aggiunta una proposta: “Quando un giovane viene meno che si pianti un albero, che conservi il loro nome. E che rimanga come ricordo nelle generazioni future. Una piccola iniziativa ma dal grande significato”.
Antonio è l’ennesima giovane vittima della strada di Terlizzi – pochi mesi fa perdevano la vita Erika, Luciana e Simona, poco più che ventenni – e il Vescovo non ha esitato nel raccomandare a tutti, soprattutto ai più giovani, di “non essere distratti difronte alla nostra vita che dobbiamo amare, sempre.”
“Lasci un vuoto con la tua scomparsa e sarà duro colmarlo. Ma il tuo sorriso sarà per noi ragione per continuare a vivere e a ricordarti” è uno dei tanti pensieri dei suoi amici a “Cip”, come veniva affettuosamente soprannominato Antonio.
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