2 novembre nel borgo antico di Terlizzi: torna la Sagra della “Quartécedde” tra falò, musiche e degustazioni

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Alle 19 nel centro storico. Torna il “pane incalcinato” con acciughe, peperoncino e ricotta forte, assieme al gruppo folk e alla presentazione della piccola pubblicazione di Renato Brucoli
Anche quest’anno a Terlizzi il 2 novembre si ripete un’antichissima e suggestiva tradizione. Questa sera alle 19.00 in largo Lago Dentro, nel Borgo Antico di Terlizzi, torna infatti la seconda edizione della ‘Sagra della Quartecèdde’, rievocazione di una antichissima tradizione gastronomica del giorno dei defunti.
“In occasione della “festa dei morti” – raccontano i promotori della seconda edizione – un sarà possibile gustare la famosa “quartceddə”, pane incalcinato con acciughe, peperoncino e ricotta forte, tipico della tradizione locale”.
Sulla scìa della passata edizione che ha visto “rivivere” e riprendere dopo tanto tempo l’antica tradizione tipica della città dei fiori, la manifestazione si ripete con alcune novità.
“Figlia di un rito antichissimo – hanno spiegato i responsabili – la festività per la commemorazione di tutti i defunti ha per i cattolici origini bizantine che risalgono al X secolo. Fu l’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny, nel 998, a stabilire che, in onore dei defunti, le campane battessero rintocchi funebri dopo i Vespri del primo novembre e che, il giorno successivo, l’eucaristia fosse offerta “pro requie omnium defunctorum” (per la pace di tutti i defunti)”.
In Puglia – hanno aggiunto – è proprio il “grano dei morti” il cibo tipico della festività: grano tenero, vincotto, cedro, chicchi di melograno, noci e cioccolato. Ingredienti che rappresentano il corpo, il sangue, l’anima, gli occhi e il cervello del defunto, mentre il cioccolato è simbolo di fertilità, unione sessuale e rinascita.
A Terlizzi la tradizione ha un suo taglio particolare: “Insieme al “grano dei morti” – aggiungono – spicca la nostrana “quartceddə”, la quarta parte del pane fatto in casa, pane frazionato, secondo il rito eucaristico. Farcita con ricotta forte, tonno o alici salate, condita con pepe e peperoncino, i contadini la portavano alla messa delle tre, facendola benedire prima di consumarla. Ricotta forte, pepe e peperoncino simboleggiavano il fuoco, in cui le anime erano immerse.
I vivi, consumandolo, lo sottraevano ai morti dando loro sollievo. Ai defunti, essendo anime e non corpi, andava invece lo spirito del cibo, il fumo che esalava dai forni o dalle tavole lasciate imbandite la notte della vigilia. Festeggiamo, dunque, perché è di una festa che si tratta, imbandendo la tavola con un posto in più e riservandolo ai defunti, offrendo magari del cibo a chi non ne ha”.
Inoltre, quest’anno la sagra avrà una caratteristica in più, con un occhio attento all’ambiente nel nucleo antico.
“La Sagra delle Quartecedde sarà ecofriendly grazie alla richiesta della certificazione volontaria ‘ecofesta Puglia’, premiata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e cuore pulsante del progetto ‘”LaTradizione fa Eco- modello di sostenibilità per innovare la tradizione e rivoluzionare gli eventi pugliesi’ vincitore del bando Social Innovation. La certificazione punta a mitigare l’impatto sul territorio dell’evento stesso attraverso attività di riduzione e differenziazione dei rifiuti. Il marchio ‘ecofesta Puglia’, inoltre, è certificato ISO 20121 – standard internazionale dei sistemi di gestione per la sostenibilità degli eventi.
Il programma prevede:
Ore 19:00 Accensione dei falò
Ore 19:30 Presentazione quadernetto della Biblioteca “La Quartècedde- una tradizione da mantenere in vita il giorno dei morti” di Renato Brucoli
Ore 20:00 Degustazione della Quartècedde
re 20:30 Concerto del gruppo folk ‘Storie del Vecchio Sud’
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