Giustizia, nuova tornata di scioperi per i Giudici di Pace dal 4 al 10 novembre

© N.c.
La mobilitazione dopo l'incontro a Roma, in piazza Montecitorio dei rappresentanti di tutta Italia della magistratura onoraria
Prosegue la mobilitazione della magistratura onoraria contro le decisioni attuate del Governo Renzi ed in particolare dall’operato del Guardasigilli Andrea Orlando. Dopo il sit-in di protesta di questa mattina a Roma in piazza di Montecitorio, è in programma una nuova tornata di scioperi dall’attività di udienza per i Giudici di pace, esattamente dal 4 al 10 novembre pp.vv.
Gli organizzatori intendono bissare il successo avuto nella prima settimana di ottobre, quando ad astenersi è stato l’80% dei magistrati onorari incardinati presso le sedi di Giuice di pace. Per l’Unione nazionale dei Giudici di pace «La condotta del ministro della Giustizia è inqualificabile -dice il segretario generale Alberto Rossi- da un lato aveva garantito ai Giudici di pace tutela previdenziale e compensi adeguati alla funzione svolta, impegno già integralmente smentito nel ddl di riforma della magistratura onoraria approvato dal Consiglio dei ministri il 29 agosto scorso, e ora arriva addirittura a proporre, nell’imminente provvedimento governativo di spending review, un taglio dei già miseri compensi destinati alla magistratura onoraria pari a quasi il 20%».
«È inaccettabile -si legge ancora nella nota dell’Unione nazionale dei Giudici di pace- che in un Paese civile e democratico la funzione giudiziaria possa essere assegnata, quasi nella sua interezza, a magistrati senza diritti, assoggettati a sfruttamento intensivo, retribuiti come un manovale in nero».
«Quali garanzie di terzietà e professionalità -chiedono i giudici di pace- potrà mai assicurare una siffatta figura di giudice ai cittadini ed alle imprese che si rivolgono agli uffici giudiziari chiedendo giustizia?». «Semplicemente nessuna», taglia corto Rossi, per il quale il Guardasigilli «vuole delegittimare la giustizia, attribuendo nel futuro il potere di decidere la stragrande parte del contenzioso civile e penale a disoccupati senza alcun futuro».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro