Terlizzi, finanziamenti in arrivo per le scuole

La Redazione
Piedibus Scuola Terlizzi

La città dei fiori è tra i 12 comuni pugliesi “beneficiati” dal piano nazionale per l’edilizia scolastica. C’è anche Bitonto, Corato e Triggiano. Ma c’è da fare ancora molto

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Le scuole in degrado potranno iniziare a “sorridere”. I fondi per intervenire sugli edifici scolastici terlizzesi arriverebbero direttamente dalle casse comunali non appena ogni comune approva il proprio bilancio. E’ questa in sintesi la novità che riguarda le strutture scolastiche locali indirettamente “beneficiate” da un ultimo provvedimento governativo.

Sono stati infatti pubblicati nel decreto del presidente del consiglio dei ministri del 13 e 30 giugno scorso i comuni esclusi dalla verifica del patto di stabilità interno (anni 2014 e 2015) per interventi di edilizia scolastica. Ne sono stati indicati 400 in tutta Italia.

Al di là delle fazioni politiche, la sostanza del provvedimento che interessa il mondo scolastico è spiegata in una nota del presidente dell’ANCI, Gino Perrone. “I provvedimenti – afferma il parlamentare coratino – riguardano interventi che i Comuni hanno segnalato direttamente al Presidente del Consiglio (Renzi), manifestando disponibilità ad utilizzare fondi propri per interventi urgenti. Per la Puglia vi sono le amministrazioni (in ordine alfabetico) di Bitonto, Casamassima, Castrignano del Capo, Cisternino, Copertino, Corato, Corigliano, Cutrofiano, Grottaglie, Ruffano, Terlizzi e Triggiano”.

E aggiunge: “E’ un segnale positivo da parte del Governo, ma molto altro c’è da fare. Il patto di stabilità è un vincolo che soffoca lo sviluppo dei territori e allo stesso tempo impedisce ai comuni di intervenire sulle emergenze. Abbiamo ribadito più volte che sicurezza, funzionalità e riqualificazione energetica delle scuole rappresentano priorità assolute che vanno escluse dal patto di stabilità, sono interventi infrastrutturali indispensabili su cui far leva per il rilancio del paese”.

“L’edilizia scolastica – chiude la nota – richiede risorse ben superiori a quelle rese disponibili, oltre il 50% del parco edilizio è stato realizzato prima del 1974, anno di entrata in vigore delle prime norme antisismiche, serve una strategia globale di intervento partendo dal completamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica”.

 

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