Terlizzi e il comitato 2010-11 omaggiano la figura di Mimì Morgese

© Terlizzilive
Il già presidente del comitato festa maggiore Francesco Barile evidenzia: «La festa maggiore è un evento che appartiene a tutta la comunità terlizzese»
Il comitato festa patronale 2010-11 rende omaggio ad una figura storica della “festa del carro” quale lo scomparso Mimì Morgese.
Sabato 14 giugno alle ore 19 presso il Santuario di Maria SS di Sovereto, il comitato feste patronali 2010-2011 con l’allora presidente dott. Francesco Barile, donerà alla chiesa due sculture dell’artista terlizzese Giacomo Gesmundo.
Le sculture raffiguranti due angeli in terracotta rivestiti in lamina d’oro, porgono una fiaccola illuminata e saranno dedicate alla memoria dello scomparso Mimì Morgese, capotimoniere storico del carro trionfale della nostra festa maggiore, venuto improvvisamente a mancare ad inizio 2014.
Alla manifestazione parteciperanno i familiari del Morgese, gli amici timonieri che ha diretto per tanti anni, i componenti del comitato dello stesso negli anni 2010 e 2011, il dott. Francesco Barile. Inoltre ospiti dell’evento saranno Enzo Parisi presidente del comitato ininterrottamente dal 2012 e gli attuali membri dello stesso.
All’evento interverrà anche la “schola cantorum” della Concattedrale diretta dal maestro Fabio D’Amato, che ha sempre accompagnato i grandi eventi legati alla Festa Maggiore.
L’intento di questa iniziativa è di rendere omaggio ad una figura storica della “festa del carro”, Mimì Morgese, il quale ha sempre detto: «La mia casa è il carro» dedicando tutte le sue risorse alla festa e alla Madonna di Sovereto.
Il già presidente del comitato festa maggiore Francesco Barile evidenzia: «La festa maggiore è un evento che appartiene a tutta la comunità terlizzese, la distingue rispetto agli altri comuni d’Italia e ha visto persone come il capotimoniere Mimì Morgese e tante altri devoti dedicarvi la propria vita. Guai a strumentalizzarla per altri fini, si rischia di distruggerla e con essa l’identità dei terlizzesi così legati alle tradizioni che derivano dai propri antenati».
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