“Che impresa…” un progetto del gruppo famiglia della parrocchia dei SS Medici

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L’obiettivo del “progetto” è quello di essere protagonisti della nostra storia e del nostro tempo con azioni concrete capaci di andare oltre i buoni propositi
Ormai la crisi attanaglia l’Italia le percentuali narrano del 22% dei giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni che né studia, né lavora. Percentuale che nel mezzogiorno “lievita” al 31% contro una media europea del 15,3%.
Da queste percentuali e da altri approfondimenti e riflessioni nasce “Che Impresa…” un’iniziativa sostenuta dalla parrocchia SS Medici di Terlizzi ed organizzata dal gruppo famiglia, un gruppo di famiglie che da qualche tempo si interrogano criticamente sulle iniziative da attuare sul territorio per agire quale supporto per le altre famiglie e per le giovani generazioni .
L’obiettivo del “progetto” è quello di essere protagonisti della nostra storia e del nostro tempo con azioni concrete capaci di andare oltre i buoni propositi. Uno studio di Confindustria ha stimolato l’approfondimento e le successive riflessioni. In Italia oltre il 22% dei giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni né studia, né lavora; questa percentuale nel mezzogiorno supera il 31% contro una media europea del 15,3%.
Quasi uno su tre dei nostri figli potrebbe entrare a fra parte di questo triste primato. I dati economici e produttivi, inoltre, evidenziano l’ormai noto ritardo del nostro territorio rispetto alle restanti aree del paese, decretandone la bassa attrattività.
La proiezione dell’evoluzione demografica, nella cruda realtà che solo i numeri sono capaci di trasmettere, riporta un progressivo spopolamento della nostra terra. Nel 2065 gli abitanti del mezzogiorno passeranno dagli attuali 20,9 milioni a circa 16,7 milioni (4,2 milioni di nostri conterranei abbandoneranno la nostra terra), per comprendere la dimensione di questa informazione possiamo considerare soltanto che la Puglia ha 4 milioni e 90 mila abitanti.
Gli studiosi dicono che nel 2065 nel mezzogiorno d’Italia sparirà la popolazione equivalente all’intera Puglia e anche qualcosa di più. Ma questo è noto a tutti noi, le storie di moderna emigrazione possono essere raccontate da ognuna delle nostre famiglie che purtroppo hanno dovuto salutare i propri cari.
Ci siamo chiesti sgomenti e increduli se è questo il futuro che vogliamo per i nostri figli, se vogliamo accettare supinamente quello che altri stanno scegliendo per noi senza affermare a voce ferma, chiara, matura e consapevole che noi non ci stiamo.
Possiamo essere protagonisti del nostro tempo, vogliamo e dobbiamo operare nella prospettiva di un futuro migliore per i nostri figli. Rischiamo di essere visti come dei visionari, degli idealisti, o ancora come dei “poveri illusi”.
Martin Luter King in suo celebre discorso disse: «Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla». Noi non vogliamo essere responsabili di questa deriva, continuando a guardare la realtà inermi e inerti.
Sappiamo di essere piccoli, ma lo è anche il sasso che gettiamo nell’acqua. Tutti noi, in riva al mare, abbiamo gettato qualche sasso in acqua e abbiamo visto come un piccolo sasso sia capace di far muovere una grande quantità d’acqua intorno a sé e come l’energia posseduta dal sasso si propaghi a distanza sempre maggiore.
Vogliamo essere tanti piccoli sassi, vogliamo propagare la nostra energia all’interno della nostra comunità, vogliamo insieme “guardare oltre…”, oltre l’indifferenza, oltre l’immobilismo, oltre la pigrizia, oltre quello che altri vogliono farci credere.
Per questo vogliamo offrire un’opportunità di approfondimento ai giovani Terlizzesi, che hanno deciso di non abbandonare la propria terra e stanno pensando di scommettere su se stessi, per avere l’opportunità di vivere il proprio futuro nel luogo in cui sono nati e cresciuti.
Per questo si è creato un percorso in 8 tappe in cui altrettanti qualificati professionisti hanno deciso di “offrire” il proprio tempo, le proprie conoscenze e competenze a giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 che abbiano la voglia e la determinazione di verificare se l’autoimprenditorialità può essere un percorso sostenibile per favorire la realizzazione dei propri sogni e delle proprie ambizioni.
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