I “Giovani democratici” pongono dei quesiti sul futuro di largo Cirillo

La Redazione
Demolizione ex mercato ittico largo Cirillo

«I “Giovani democratici” ovviamente, si augurano che tutti i lavori siano svolti nel più breve tempo possibile e continueranno nella loro azione di stimolo perché l’amministrazione tenga in dovuto considerazione la volontà popolare»

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Dopo le operazioni di demolizioni dell’ex mercato ittico di largo Cirillo iniziate il 3 aprile scorso, ci si pone delle domande sul futuro dello stesso largo. Sinora ci sono solo voci su ciò che “sostituirà” l’ex mercato. In cantiere ci sono dei progetti ma nulla è deciso sulla riqualificazione della zona.
A scendere in campo con un comunicato che espone dei quesiti sul futuro di largo Cirillo situata nel centro storico, sono i “Giovani democratici” di Terlizzi.

La nota esordisce: «Da diverso tempo i cittadini residenti ne richiedevano la riqualificazione manifestando il loro dissenso per lo stato di assoluto abbandono in cui versava la struttura».

«Ma non basta demolire. Non bastano i buoni propositi. Bisogna riqualificare l’intera zona di largo Cirillo tenendo in seria considerazione le istanze dei cittadini residenti ma anche il contesto architettonico».

L’amministrazione comunale dal giorno della demolizione riferisce di aver incontrato più volte i cittadini chiedendo loro pareri sulla riqualificazione dell’intera zona».

La parte finale del comunicato rafforza la posizione di chi scrive: «Noi “Giovani democratici” di Terlizzi non abbiamo molta fiducia dell’attuale amministrazione, inconcludente e incapace e crediamo si tratti solo di propaganda populista. Per questo, incontreremo subito i residenti di largo Cirillo per chiedere loro attraverso un questionario come vorrebbero che la zona fosse riqualificata».

«I “Giovani democratici” di Terlizzi, ovviamente, si augurano che tutti i lavori siano svolti nel più breve tempo possibile e continueranno nella loro azione di stimolo perché l’amministrazione tenga in dovuto considerazione la volontà popolare».

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