“I verdi” scendono in campo in favore di Tanino Malerba

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«Nessuno vuole tornare indietro al 1993 e allo scioglimento per mafia del consiglio comunale, ma dopo quello che è successo nello scorso consiglio comunale, la maggioranza deve prendere atto del suo fallimento e andarsene a casa».
Il dibattito su “alcuni punti” e su alcune questioni accadute nell’ultimo consiglio comunale del 25 marzo, continuano a tenere banco anche fuori dall’aula della massima assise cittadina. L’epiteto “mafiosi” del Malerba e “atteggiamento” dei due consiglieri Michele Grassi (presidente del consiglio) e Marisa Chiapparino (vice presidente del consiglio) su tutti.
Questa volta a dire la loro sono attraverso un comunicato che riportiamo integralmente sono “i Verdi” che scendono in campo “difendendo” il loro capogruppo Malerba.
Il comunicato esordisce: «Noi verdi di Terlizzi scendiamo in campo al fianco del nostro consigliere comunale Tanino Malerba per difenderlo dagli attacchi del centrodestra che lo ha fortemente criticato per aver pronunciato il termine mafiosi in consiglio comunale»..
«Chi conosce bene Tanino sa bene che è persona mite e amica di tutti, ma anche che quando subisce delle ingiustizie perde ogni freno, come è avvenuto durante l’ultimo consiglio comunale».
«Le urla di Tanino e le sue dure parole non devono essere fraintese e non sono un’accusa di mafiosità ai consiglieri comunali, ma volevano esclusivamente denunciare il “clima mafioso” che si respirava in consiglio, inteso come clima omertoso e teso a tappare la bocca di chi dissente dalla maggioranza».
Proseguendo nella nota “i Verdi” evincono che «il consiglio comunale si era aperto con la richiesta del capogruppo di “Fratelli d’Italia” Gioacchino Allegretti di spostare il primo punto all’ordine del giorno del consiglio “comunicazioni del presidente” al terzo punto, impedendo al presidente del consiglio Michele Grassi di parlare e di informare i consiglieri e i cittadini sul perché il consiglio si stava tenendo nella palestra della scuola Pacecco anziché in Municipio. Alla fine della discussione dei primi due punti, invece di permettere a Michele Grassi di intervenire e alla minoranza di discutere delle numerose interrogazioni all’ordine del giorno, la maggioranza aveva deciso di interrompere il consiglio comunale e di rinviarlo a data da definire»..
«Nel frattempo si assisteva ad uno spettacolo indecoroso e preoccupante con il consigliere Mario Ruggiero che seduto tra il pubblico provocava il consigliere di “Città Civile” Michele Cagnetta, e con Allegretti che inveiva contro la consigliera Marisa Chiapparino colpevole di aver votato insieme alla minoranza. È stato a quel punto che Tanino Malerba non ci ha visto più e si è lasciato sfuggire la frase “sembra vedere i mafiosi”, nel senso di aver constatato atteggiamenti minacciosi e tesi a non far parlare l’opposizione»..
Il comunicato del gruppo politico terlizzese prosegue: «Bisogna anche dire che “I Verdi” per bocca di Tanino Malerba hanno fatto segnalazioni e hanno presentato richieste scritte ed esposti che non hanno ancora ottenuto risposte e che Tanino ogni giorno è sul territorio a raccogliere le istanze dei cittadini ma non trova interlocutori nell’amministrazione che non dà risposte e soluzioni ai problemi dei cittadini».
La nota dei “Verdi” conclude: «È quindi comprensibile che l’attenzione si concentri tutta sul consiglio comunale, che diventa l’unica vera occasione di porre domande all’amministrazione comunale e di vedersi dare delle risposte, ed è comprensibile che la tensione salga al massimo quando la maggioranza fa saltare anche quell’unica occasione per i cittadini di vedere date delle risposte ai loro quesiti. Nessuno vuole tornare indietro al 1993 e allo scioglimento per mafia del consiglio comunale, ma dopo quello che è successo nello scorso consiglio comunale, la maggioranza deve prendere atto del suo fallimento e andarsene a casa».
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