Galliani: «Con quali criteri vengono somministrati i vaccini avanzati al Palachicoli?»

La Redazione
vaccinazione al Covid al Palachicoli di Terlizzi

La consigliera chiede conto delle modalità di selezione dei soggetti da vaccinare con le dosi avanzate nell’hub vaccinale: «Se ancora ha un senso in questo paese parlare di democrazia bisogna rinunciare ai privilegi personali»

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“I comunicati politici sul tema dell’Hub vaccinale si sprecano. E’, infatti, in corso una massiccia campagna di comunicazione, di stampo neo-mussoliniano, fondata sull’idea socialmente più condivisa che per frenare la diffusione del Covid sia bene vaccinare sempre e in ogni caso. La propaganda di regime, operante a livello locale, incalza nel tententativo di fidelizzare le masse adulte, avocando ad una parte ristrettissima della risicata maggioranza il merito di aver ben gestito il funzionamento di una struttura che è, in realtà, affidata in maniera esclusiva al personale sanitario, coadiuvato dai volontari”.

Così esordisce un comunicato della consigliera Mariangela Galliani sulla gestione delle vaccinazioni da parte dell’amministrazione comunale, che ambirebbe a innestare nella comunità terlizzese “l’automatismo per il quale, se il ‘Fratello d’Italia’ garantisce la somministrazione del vaccino e il vaccino sconfigge il Covid, è transitivamente vero anche il fatto che il ‘Fratello d’Italia’ sconfigge il Covid. Perciò, in questa epoca senza riferimenti, l’uomo nero si eleva ad eroe”.  

D’altra parte tra le file dell’opposizione, riflette Galliani, serpeggia “il timore di risultare impopolari e ricevere, persino, pregiudizio dalla espressione di opinioni disallineate dal pensiero di quei cittadini che, sazi di vaccino, ritengono trascurabili gli aspetti relativi al modo, con riferimento alla correttezza, alla imparzialità, alla trasparenza delle procedure; nonché alle interferenze improprie con il diritto alla salute che, in un paese sano, la politica dovrebbe accuratamente evitare, per buon gusto e, soprattutto, per norma”.

“La regola – proseguono le considerazioni dell’esponente della minoranza – vuole che l’accesso al vaccino sia somministrato per fasce di popolazione gradualmente meno aggredibili dal virus, secondo il principio che prima degli altri, vadano protetti i più fragili: gli anzianissimi, i molto anziani, i meno anziani e poi tutti gli altri. La regola vuole anche che si tenga conto di un elenco complilato in base alla data di prenotazione. Un bel giorno, però, è successo che siano avanzate delle dosi (di vaccino buono) e che l’ordine stabilito sia stato scomposto, al fine di estendere il trattamento a più soggetti possibili, fino all’esaurimento delle scorte disponibili. Sicché, al banco dei vaccinandi, accanto alla fila dei ‘prenotati’, ne è corsa l’altra dei ‘non prenotati’, fuori regola. ‘Fuori regola’ cosa vuol dire? Significa, per esempio, che la dose destinata a tua madre, a tuo padre, oppure a suo nonno, potrebbe essere stata inoculata a me, che sono giovane e in buona salute. Significa che, per ognuna delle persone vaccinate extra ordinem, ce n’è un’altra che ne aveva più bisogno e dovrà attendere, sprotetta, ancora un po’, correndo il rischio di infettarsi, per colpa di chi non ha rispettato le giuste precedenze”, denuncia Galliani. 

“La colpa è di chi ha gestito l’informazione e si è intromesso nel normale scorrimento degli elenchi – è l’affondo -. E’ della politica che fa proseliti, persino, invadendo gli spazi della salute pubblica e ci convince che è normale ringraziare per aver ricevuto un favore, che invece era diritto. Se ancora ha un senso in questo paese parlare di democrazia e di giustizia, bisogna che abbiamo il coraggio spogliarci dell’affezione al privilegio personale e di chiedere ai rappresentati istituzionali che oggi sono al governo della città di chiarire quali siano stati i criteri utilizzati per la somministrazione delle dosi di vaccino avanzate. Come siano stati informati i cittadini della possibilità di fruire dei vaccini in esubero rispetto alle somministrazioni programmate. Chi abbia concorso alla formazione degli elenchi dei vaccinandi non prenotati. A quale titolo l’Hub vaccinale sia costantemente presidiato da un consigliere comunale, nonostante la sua gestione spetti interamente alla Asl locale. In quale veste e con quale ruolo alcuni esponenti politici siano intervenuti per accogliere e indirizzare i cittadini all’interno della struttura, al cui interno è prevista esclusivamente la presenza di personale autorizzato. L’hub vaccinale è un successo della Asl e del volontariato! Non della politica!”, conclude la consigliera. 

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