Comune di Terlizzi: Buoni alimentari solo con ISEE

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Mentre da più parti vengo segnalate le urgenze per soccorrere i bisognosi, il Comune di Terlizzi istituisce una tessera alimentare, dimenticando il fattore etico e morale nel rispetto della dignità umana. Meglio delegare la Caritas
Dal comunicato del 02.01.2014, del nuovo ufficio stampa del Comune di Terlizzi, apprendiamo quanto segue :
“21mila euro saranno destinati alle famiglie terlizzesi in difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità tramite lo strumento dei buoni alimentari.
“In un periodo come quello delle festività, non si poteva rimanere impassibili dinanzi allo stato di crisi che attanaglia il nostro Paese- quanto dichiarato dal Primo Cittadino Ninni Gemmato- Abbiamo cercato, in questa maniera, di dare una mano alle famiglie terlizzesi che si trovano in particolare difficoltà.
Come già anticipato- ha continuato il Sindaco- abbiamo badato a risparmiare sulla illuminazione natalizia cittadina. Grazie anche a quella economia, di oltre 10 mila euro rispetto all’anno scorso, la cifra che abbiamo prelevato dal fondo di riserva è una cifra abbastanza importante e potrà contribuire a dare un po’ di sollievo in un periodo particolare, in cui, probabilmente, si acuisce il disagio economico sofferto da talune famiglie”.
L’ammontare complessivo fruibile da ciascun nucleo familiare che risulterà beneficiario da apposita graduatoria è stabilito in 50 euro, più ulteriori 50 euro sono previsti per ogni figlio che non abbia raggiunto la maggiore età. Requisiti per accedere al bando, la residenza nel Comune di Terlizzi e un reddito ISEE inferiore a 2 mila euro.
“I buoni saranno utilizzabili presso gli esercizi commerciali di Terlizzi individuati- ha concluso Gemmato- conseguendo in tal modo anche un altro risultato, ovvero quello di una azione positiva anche sull’economia cittadina”.
A tale riguardo, sollecitati da alcune telefonate abbiamo ritenuto opportuno approfondire la questione dal punto di vista sociale, interessando le persone che conoscono da anni il sentiero della solidarietà, chiedendo loro un parere, sulla decisione del Comune di Terlizzi, che per molti, sembra strumentale e pericolosa per il rispetto delle regole costituzionali e civili.
Riportiamo di seguito, alcune testimonianze di opinioni discordi sulle procedure previste dal Comune in merito all’auspicabile azione solidaristica che si intende mettere in atto in favore dei portatori di disagio sociale.
Francesco: Sono convinto che la burocrazia li porterà a maturazione proprio prima delle elezioni. I buoni alimentari avrebbero avuto un qualche senso se fossero stati effettivamente distribuiti a Natale, ma sono stati solo frutto dell’improvvisazione e di una certa propaganda sotto il vischio.
Lucia : La carità sbandierata ai quattro venti è un atto di estrema gravità, specie se fatto da coloro che in nome della solidarietà possono confondere i deboli con atti di pericolosa propaganda personale o di parte politica. E’ noto ormai da tempo che le operazioni di solidarietà debbano essere compiute da organizzazioni riconosciute che eliminerebbero tali pericolose tentazioni.
Pasquale: Temo che sia un’occasione di assistenzialismo clientelare, atteso che i buoni diventeranno operativi alla vigilia delle elezioni europee. Spero di essere smentito. In ogni caso, i buoni alimentari possono essere utili per tamponare emergenze contingenti.
Michele: Io non sapevo niente e non so se potrei avere il coraggio di presentarmi in salumeria a ritirare la spesa con il buono alimentare del comune, ho sempre lavorato, ho 55 anni e mantengo i figli a scuola, loro non sanno della mia disavventura, mi trovo senza lavoro da sei mesi e senza retribuzione da un anno. La mia situazione ISEE potrebbe non essere tale da farmi avere diritto, e intanto devo pagare il ragioniere per farmi fare il calcolo dell’ISEE aggiornato. Secondo me è solo un modo per farsi propaganda, a me serve il lavoro, e invece loro assumono personale inutile al comune per favorire gli amici degli amici. Sono disgustato.
Anna: Io ho già avuto modo di rivolgermi alla caritas di terlizzi che periodicamente mi aiuta con alimenti e indumenti quando non riesco a far fronte, vivo da sola con una figlia piccola, ero bracciante agricola, e da due anni non lavoro più perchè sono stata licenziata per riduzione di personale. Non capisco cosa possano fare con i buoni alimentari, da 50 euro questa si chiama elemosina, la mia condizione è un pò diversa da ciò che pensano al Comune, io vivo tutti i giorni questo dramma e sarei più contenta di essere assistita da persone comprensibili e non dai politici che fingono. Poi la mia condizione di disoccupata mi fa percepire un reddito di poco superiore ai duemila euro in un anno e quindi sarei fuori, è meglio che non dico altro.
Franco: sono un commerciante e sono disgustato da questo modo d’agire che manifesta solo incapacità di gestione. Il sindaco ha privato i commercianti terlizzesi delle luminarie e delle iniziative culturali che in questo particolare periodo dell’anno rendono più attraente la città e i suoi esercizi commerciali. Il sindaco e i suoi assessori sembrano vivere sulla luna. Non hanno avuto nemmeno il buon senso di evitare di cumulare le cartelle di due annualità di TARSU sotto Natale. Io ho ricevuto la notifica di ben quattro cartelle, è una follia!
Come devono fare i cittadini a spendere qualche soldino a Natale se tu proprio ora glieli sfili dal portafoglio? Ora tentano di risarcire i commercianti un elemosina ai poveretti che la riceveranno con la solita lentezza della burocrazia e la spenderanno qua e là nei prossimi mesi. Il danno è già fatto! E il risarcimento non è proporzionato al danno che questi amministratori pasticcioni stanno infliggendo a Terlizzi con la loro improvvisazione e la loro trascuratezza.Basta guardare le strade del paese, sporche e piene di ambulanti che vendono frutta in ogni buco. Siamo proprio caduti in basso, e se chiudiamo anche noi da chi li prenderà i soldi il signor sindaco per fare le sue elemosine?
Infine abbiamo ritenuto di offrire una nostra riflessione sulle persone invisibili, quelle non conosciute, e che esistono in ogni angolo della città, quelle persone sfortunate o abbandonate da una società troppo egoista, perchè non li riconosce o non li giustifica, loro sanno cosa è l’ISEE ? Come saranno aiutate ?
La Caritas invece conosce tutti, i poveri riconoscibili e quelli invisibili, chiediamo agli amministratori che hanno voluto sfoggiare questa piacevole improvvisazione in periodo natalizio, se hanno analizzato la questione con organizzazioni competenti come la Caritas?
Ci auguriamo che lo abbiano fatto, altrimenti, possiamo ritenere credibile il luogo comune che si è determinato intorno all’operazione “buoni alimentari”.
Siamo convinti, che la vera solidarietà, quella silenziosa e senza proclami, sia stata comunque realizzata dalle associazioni del volontariato, così come hanno sempre saputo fare, e alle quali rivolgiamo un plauso da parte di tutta la Redazione di Terlizzilive.
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