Chiesto intervento al Prefetto e alle Procure della Repubblica e della Corte dei Conti

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Risale alla prima metà di ottobre 2013 l'esposto denuncia, spedito dai Consiglieri Comunali Vitagliano,Berardi,DiTria,Sigrisi e Malerba Gaetano, per sollecitare un decisivo intervento
Dalle nuove polemiche portate in pubblico dal Sindaco Gemmato nel corso della seduta di Consiglio Comunale del 20 novembre, apprendiamo e rendiamo nota la versione integrale dell’esposto che ha creato scalpore per i contenuti e per “l’azione di suggestiva minaccia messa in atto dal sindaco, nel dare lettura di un atto che non era indirizzato a Lui” – come ha dichiarato il Capogruppo Vitagliano nel suo intervento di replica, che ha considerato come “un’azione tesa ad intimorire i consiglieri nello svolgimento delle loro funzioni”.
Gli stessi Consiglieri firmatari della lettera esposto, ci hanno comunicato inoltre che nei prossimi giorni inoltreranno una nota aggiuntiva di ulteriori elementi, emersi in questi ultimi giorni di attività amministrativa.
Pubblichiamo copia della lettera esposto, fattaci pervenire dai consiglieri Comunali firmatari >>
A sua eccellenza il Prefetto di Bari
dott. Mario Tafaro
e p.c. alla Procura della Repubblica di Trani
attraverso la G.d.F. di Molfetta
e p.c. alla Procura della Corte dei Conti
Egr. sig. Prefetto,
le scriviamo per rappresentarle tutta la nostra preoccupazione per quanto sta avvenendo nel Comune di Terlizzi, presso il quale noi ricopriamo la carica di consiglieri comunali, e per chiederLe i necessari interventi a tutela della comunità locale e della corretta gestione amministrativa.
Le è noto quanto accaduto a maggio scorso, quando vennero eseguite due ordinanze di custodia cautelare per i reati di peculato, tentata concussione ed abuso d’ufficio, nei confronti della dirigente del settore Servizi Finanziari del Comune di Terlizzi, Francesca Panzini, e di Vito Redavid presidente del consiglio di amministrazione della Censum, società concessionaria del servizio di riscossione dei tributi di questo Comune.
L’attività investigativa aveva svelato “gravissime e reiterate irregolarità nella gestione del servizio di riscossione tributi per conto del Comune di Terlizzi da parte degli amministratori della società concessionaria, nonchè la condotta omissiva perpetrata dal dirigente del settore servizi finanziari che avrebbe pervicacemente e scientemente omesso di effettuare i dovuti controlli contabili”.
Ancora oggi, a distanza di cinque mesi, non è stata recuperata la somma di 1.115.000 euro che la Censum ha omesso di versare nelle casse comunali.
Orbene, la dott.ssa Panzini ad agosto scorso è stata prontamente reintegrata dall’amministrazione in carica nel suo ruolo di dirigente del settore Servizi Finanziari e Personale, senza che venissero attivate dal sindaco e dalla sua giunta le opportune tutele del caso (spostamento di settore o messa in disponibilità), né tantomeno emanati provvedimenti disciplinari per il grave danno arrecato all’Ente.
Oggi Le scriviamo perché a nostro avviso si stanno scientemente indebolendo le tutele anticorruzione predisposte dal legislatore attraverso la Legge n. 190 del 6 novembre 2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” entrata in vigore il 28 novembre 2012, normativa che si accompagna alla legge n. 213 del 7 dicembre 2012 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali”, entrata in vigore l’ 8 dicembre 2012.
Ella ci insegna che nell’ambito delle misure adottate per contrastare la corruzione e l’illegalità all’interno della pubblica amministrazione, il Segretario Generale dell’Ente è chiamato a giocare un ruolo di primo piano, e a tal fine con decreto sindacale n.13731 del 6 maggio 2013, il segretario dott. Palmieri veniva individuato quale responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Terlizzi.
A dispetto di tale scelta a Terlizzi accade invece che il Segretario sia reso inerte da atteggiamenti di ostruzionismo che ne limitano le funzioni e provvedimenti amministrativi che ne pregiudicano l’operatività e le funzioni, come di seguito Le spieghiamo.
Al ritorno della dirigente Francesca Panzini al comando del Settore Finanze e Personale, è corrisposta un’attività tesa, a nostro avviso, a riorganizzare l’Ente nella direzione di un più marcato controllo da parte della stessa dirigente della macchina comunale.
Prova ne è l’approvazione da parte della giunta della delibera n.130 del 3 ottobre 2013, predisposta dalla stessa Panzini in quanto dirigente al personale, avente oggetto: ”Approvazione nuova struttura organizzativa dell’Ente e funzioni di competenza dei settori”.
In questo provvedimento (che si allega) la giunta sottrae al Segretario Generale l’unità semplice “servizi interni”, privandolo di parte degli strumenti necessari a svolgere la sua azione di controllo e di tutela dell’Ente, ossia delle risorse umane alle sue dirette dipendenze, necessarie ad adempiere a quanto stabilito dai dettami legislativi dinanzi richiamati. Nella delibera succitata, passano al Primo Settore (sotto la direzione della dott.ssa Panzini) anche le seguenti funzioni:
< supporto organizzativo alla presidenza del consiglio comunale e alle commissioni consiliari
< organizzazione delle sedute degli organi collegiali
< adempimenti connessi all’esecutività e perfezionamento degli atti degli organi collegiali
< tenuta della raccolta ufficiale dei provvedimenti
< albo pretorio
< archivio corrente
< protocollo
< privacy adempimenti connessi alla tutela del trattamento dei dati personali
< rapporti con enti, aziende e istituzioni coinvolti nell’attività generale del comune
< messi, centralino e notifiche
Pur trattandosi di poche unità di personale, gli scriventi ritengono possa venir compromessa la “funzione ispettiva” per l’assolvimento delle funzioni legate alla formazione e gestione del piano per la prevenzione della corruzione, e la “funzione collaborativa” per l’assolvimento delle funzioni legate all’esercizio dei controlli interni, che si attuano “sotto la direzione del segretario”, e quindi con personale diretto dal segretario, incombendo sullo stesso la responsabilità per “culpa in vigilando”.
È superfluo ricordare che compete al segretario trasmettere periodicamente le risultanze di questo tipo di controllo ai responsabili dei servizi, al Consiglio comunale, ai revisori contabili e agli organi indipendenti di valutazione (Oiv), come documenti utili per la valutazione.
Ne discende che il segretario debba godere di un potere gestionale delle risorse umane tale da poter essere credibile nel suo controllo e nelle fondamentali verifiche postegli in capo quale responsabile della prevenzione della corruzione, ciò che oggi nel Comune di Terlizzi non avviene.
Sempre in merito alla prevenzione degli episodi di corruzione e alla buona conduzione dell’Ente comunale, improntata alla efficienza, efficacia ed economicità, ci preme segnalare un accadimento che a nostro avviso pregiudica le succitate indefettibili attività.
Immediatamente dopo gli arresti, la giunta comunale dava mandato al segretario generale di individuare un esperto in tributi locali, perché avvenisse una “sollecita ricognizione dello stato dell’arte in ordine alla gestione dei tributi, alla utilizzabilità delle banche dati, ed ai rischi relativi alla continuativa apprensione delle entrate municipali, e , conseguentemente, compiere scelte in ordine alle forme di gestione dei tributi nell’immediato futuro”.
Il segretario individuava nel docente universitario prof. Mario Aulenta, l’esperto che avrebbe affiancato l’Ente relazionando sul suo operato.
Il 6 giugno 2013 il prof. Aulenta cominciava il suo lavoro di affiancamento e di indagine e il 6 agosto protocollava la sua “relazione intermedia” sullo stato dei tributi comunali, annunciando al paragrafo 7 una relazione conclusiva sul “computo delle spettanze vantate nei confronti della Censum spa”.
Sempre al par.7 della cosiddetta “relazione intermedia” il prof. Aulenta asseriva che “Sono da verificare le consegne di lotti di lavorazione per ingiunzioni fiscali che Censum ha effettuato in data 1/8/2013, in ordine alla dovuta parifica; sono da verificare i riscontri di incasso che Censum ha consegnato a partire dal 1/1/2013, onde consentire la parifica con la intera platea di contribuenza; nella narrativa di cui ai precedenti punti 6.2 e 6.3 è altresì esposta una serie di considerazioni sulle quali vanno espletate specifiche verifiche documentali in ordine alle obbligazioni gravanti sulla Censum, anche rispetto alle fatture presentate dalla stessa Censum.”
Orbene, in data 27 agosto il prof. Aulenta scriveva al Segretario Generale dott. Vito Palmieri, chiedendo gli atti necessari alle sue verifiche “con carattere di urgenza” ed indicava “in 10 giorni lavorativi dalla ricezione della presente un termine congruo e comodo per la consegna al sottoscritto di tale documentazione.”, decorso il termine indicato egli avrebbe inteso esaurita la sua collaborazione con il Comune di Terlizzi.
I dieci giorni sono passati infruttuosamente e l’attività di consulenza del prof. Aulenta non si è potuta compiere appieno, lasciando nell’ombra proprio quegli aspetti più oscuri che hanno caratterizzato il rapporto tra il Comune di Terlizzi e la Censum spa.
È per questo che inviamo per conoscenza questa missiva anche alla Procura della Repubblica.
L’invio della presente alla Procura della Corte dei Conti ha l’obiettivo di informare, perché si valuti l’avvio di un procedimento teso a verificare se l’inosservanza da parte dell’amministrazione comunale di Terlizzi delle accorate raccomandazioni del consulente prof. Aulenta in merito alle attività di riscossione, abbiano provocato un danno all’Ente.
Il consulente aveva infatti definito “urgentissimo” procedere all’affidamento a nuova società delle attività di riscossione, ma l’amministrazione comunale ha preferito ricorrere all’internalizzazione del servizio, senza peraltro disporre di personale adeguato per numero e per competenze professionali.
I sottoscritti consiglieri comunali, auspicando un autorevole intervento da parte degli organi in indirizzo, tengono a rimarcare che la stessa difficoltà incontrata dal prof. Aulenta nel reperire atti funzionali al suo mandato, essi la riscontrano costantemente nelle loro funzioni di controllo delle attività dell’Ente, vedendosi negato l’accesso ad atti che ritengono fondamentali all’espletamento del proprio mandato politico.
Pasquale Vitagliano, Michele Berardi, Vincenzo Di Tria, Aldo Sigrisi, Gaetano Malerba
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