La Maggioranza non trova i numeri per un provvedimento di Pubblica Utilità

La Redazione
Municipio

Dopo soli 18 mesi di vita, l'Amministrazione Gemmato cade sotto i colpi di Grassi e Chiapparino, unite le opposizioni

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Aveva visto bene la nostra Redazione, che qualche giorno fa analizzava con ponderazione, le difficoltà della giunta Gemmato, che a causa di numerose faide interne alla coalizione di maggioranza, rischiava di perdere la capacità di garantire un futuro alla Città ormai agoniante per i numerosi problemi che la condannano da oltre due anni.

Sui problemi nel breve tempo di pochi giorni, abbiamo registrato:

– la protesta degli ex dipendenti Censum, che si ritrovano senza lavoro pur non avendo alcuna responsabilità relativamente alla vicenda che ha scandalizzato tutti, sia per gli ammanchi finanziari che per i conseguenti arresti di alcuni mesi fa;

– la minaccia del movimento 5 stelle, che si appella al TAR per la mancata trasparenza nella gestione degli atti, per i quali dall’Amministrazione non riesce ad avere l’autorizzazione all’accesso, nonostante le numerose richieste scritte;

– la bocciatura del piano delle alienazioni da parte della Regione Puglia che ha evidenziato moltissime incongruenze di carattere amministrativo oltre che di legittimità procedurale, motivi per i quali ha dato ragione alle proteste delle Organizzazioni Agricole e ai consiglieri di opposizione

– la denuncia dei Capigruppo dei Partiti di opposizione che evidenziano il tentativo illegittimo da parte della maggioranza di portare alcuni atti propedeutici di esclusiva competenza gestionale e amministrativa nella commissione affari istituzionali

– le continue proteste dei Floricoltori per la cattiva gestione del Mercato dei Fiori e della totale assenza di confronto con le rappresentanze agricole che rivendicano da mesi un tavolo di confronto sulle tematiche del settore

– le numerose denunce del Partito dei Verdi, che mette a nudo una grave situazione igienico ambientale, la negativa gestione dei rifiuti, oltre che sul pericolo delle immnenti cartelle pazze di due anni arretrati

– la posizione critica del Movimento terlizzi si fa in 4 che non condivide le scelte della giunta Comunale, contestando la permanenza della dirigente Panzini nel ruolo e mettendo in luce le serie preoccupazioni di bilancio che si avvierebbe al dissesto, dall’osservatorio di un movimento di maggioranza che è tutt’altro che strumentale

– la crisi finanziaria in cui è sprofondato il Comune, ormai ufficializzato sia dalla relazione della corte dei conti, che dalla relazione finale dei revisori dei conti

– il contenzioso con la Polizia Municipale, che insieme a molti altri dipendenti comunali, rivendica da due anni il pagamento delle retribuzioni accessorie

– il contenzioso con la Somprogest e la grave situazione di pericolo che oltre a provocare i periodici blackout, metterebbe a rischio la incolumità pubblica a causa della mancata manutenzione agli impianti di pubblica illuminazione

– il degrado ambientale nella città, ma ancora più pericoloso nelle strade extraurbale, problema sollevato spesso e da più organizzazioni, come l’Associazione Impegno Civico, i Verdi e non ultima l’Associazione di volontari Puliamo Terlizzi

– e per ultimo, proprio nella seduta di ieri sera, grazie alla interrogazione dl Consigliere Sigrisi, si scopre che la Ferrotramviaria spa abbia notificato al Comune di Terlizzi una richiesta di risarcimento, per la mancata realizzazione del sottopasso in viale dei Lilium

Una seduta Consiliare che ha dimostrato lo stato comatoso dell’Amministrazione Comunale, definizione del Capogruppo Berardi,  che rischia di portare alle estreme conclusioni la vita della intera città.

L’epilogo della maggioranza di governo della città, si è determinato sulla votazione dell’ultimo punto all’ordine del giorno, sul quale, nonostante si trattasse di opera di indiscutibile utilità pubblica, ha registrato il voto contrario da parte di Grassi e Chiapparino, che insieme alle opposizioni, hanno contrapposto otto voti contrari, pari a quelli della maggioranza, insufficienti per garantire la maggioranza minima dei nove voti necessari, per approvare la realizzazione dell’opera proposta dal Consigliere Adamo, che per ragioni di conflitto di interesse ha dovuto allontanarsi dalla seduta.

Ora la Maggioranza è inchiodata ad un voto, un voto indispensabile per dare continuità alla vita Amministrativa del Comune di Terlizzi, che se vorrà procedere, dovrà scendere a compromessi di ogni sorte pur di far quadrare anche i conti della bolleta politica, che altrimenti, staccherà la spina.

 

 

 

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