Salta la Commissione, si scoprono altre verità sulla operazione Censum

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Tentativo malriuscito di coinvolgere i capigruppi dei partiti di opposizione sull'affidamento dell'incarico professionale, con una procedura irrituale e illegittima
Continua la saga della CENSUM e si arricchisce di un altro sconcertante capitolo.
Avevamo dato notizia il 28 ottobre scorso, attraverso un comunicato di Impegno Civico, della volontà dell’amministrazione di condividere con la CENSUM la scelta di un consulente che facesse i conti di quanto la società dovesse versare nelle casse comunali, considerato che la società rivendicava a vario titolo il pagamento di diverse somme di denaro da parte del Comune.
Impegno Civico contestava a Gemmato il fatto che anziché farsi pagare subito il 1.500.000 di euro che la CENSUM deve al Comune di Terlizzi, il Sindaco si metteva al tavolo con il suo debitore a trattare, e con lui sceglieva il consulente incaricato di fare i conti dei debiti e dei crediti.
A questo si aggiunga il fatto che il consulente scelto precedentemente dall’amministrazione, il prof AULENTA, era stato privato degli atti necessari a fare i conti sulla CENSUM ed era andato via sbattendo la porta.
La scelta di un nuovo consulente appariva una stranezza procedurale che faceva a pugni con quanto evidenziato dalla Procura della Repubblica, che aveva indicato tutta una serie di inadempienze da parte della CENSUM rispetto al contratto che la legava al Comune di Terlizzi.
Invece di farsi dare indietro i soldi non versati e di chiedere i danni per il contratto non rispettato, Gemmato decideva di compiere una strana “transazione” con il suo debitore, trattandolo come se fosse un amicone sempre ligio ai suoi doveri, anziché il soggetto poco affidabile che la Procura della Repubblica aveva messo agli arresti.
Nonostante le critiche, Gemmato è andato dritto per la sua strada e ha concordato con la CENSUM la scelta del dott. COCOLA come consulente per i conteggi CENSUM e ha tentato di coinvolgere nella scelta già compiuta le rappresentanze politiche di maggioranza ed opposizione.
Si è inventato una commissione Affari Istituzionali, cui partecipano tutti i capigruppo, per ricevere una sorta di delega a firmare l’incarico a COCOLA, ma durante la commissione tenutasi oggi pomeriggio, l’opposizione gli ha contestato l’anomalia della procedura e dell’atteggiamento tenuto nei confronti della CENSUM e ha abbandonato i lavori mettendo agli atti una dichiarazione che pubblichiamo qui di seguito:
>>In relazione all’odierna convocazione della Commissione AA.II. avente ad oggetto una impropria partecipazione per assistere alle operazioni che vedranno il Sindaco affidare l’incarico al consulente dott. Cocola, al fine di definire le partite creditorie e debitorie che il Comune di Terlizzi ha in essere con la Società Censum, i sottoscritti capigruppo Michele Berardi e Pasquale Vitagliano rilevano quanto segue.
In primo luogo, appaiono veramente ben strane le modalità, del tutto irrituali, attraverso le quali si vuole consacrare l’affidamento dell’incarico ad un professionista -atto questo di squisita ed esclusiva competenza degli organi di governo della Città- quasi a voler rendere compartecipi e sodali di tale scelta i componenti della Commissione AA.II. che, come chiaro a tutti i presenti, non ha statutariamente alcuna competenza in materia.
Al di là di tale pur necessaria precisazione e contestazione, nel merito, gli scriventi, al solo fine di non sottrarsi al proprio senso di responsabilità che il ruolo di consiglieri comunali impone, ritengono di non dovere e potere condividere in alcun modo l’iter procedimentale seguito dal sig. Sindaco teso a risolvere la questione “Censum” ed in questa sede ne denunciano formalmente i gravi profili di irritualità, inopportunità, contraddittorietà ed illegittimità, auspicando un ripensamento degli atti amministrativi già consumatisi.
Ed infatti è a tutti noto quanto accaduto nel corso degli ultimi mesi e degli atti amministrativi che si sono succeduti dal momento degli intervenuti arresti fino ad oggi. Al solo fine di sostanziare l’assoluta non condivisione e grande perplessità rispetto agli atti amministrativi fin qui adottati e che hanno portato all’odierno conferimento dell’incarico professionale al dott. Cocola, che ovviamente è del tutto estraneo alle doglianze che oggi vengono rappresentate dagli scriventi e della cui professionalità non si ha motivo di dubitare, v’è da evidenziare, in questa sede, come l’Amministrazione aveva già nominato un proprio esperto, nella persona del Prof. Aulenta, dopo gli arresti operati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani e che allo stesso è stato di fatto “impedito” di portare a termine il proprio incarico professionale, proprio nella parte in cui quest’ultimo avrebbe dovuto approfondire e verificare la regolarità dell’attività di riscossione della Censum con le ovvie conseguenze contabili e contrattuali.
Ora del tutto strana ed impropria, a voler essere benevoli, appare l’iniziativa assunta dal sig. Sindaco che, prima di arrivare alla nomina del dott. Cocola, ha siglato un protocollo d’intesa con la Censum con il quale si è suggellato l’accordo di procedere alla nomina, sostanzialmente, di un “arbitro” che potesse definire le partire creditorie e debitorie vantate dal Comune di Terlizzi.
Sorvolando sull’opportunità di promuovere tale protocollo d’intesa e sedersi allo stesso tavolo con chi si sarebbe reso responsabile di non aver versato nelle casse comunali oltre 1.200.000,00 euro, (all’attualità dovrebbero essere lievitati a circa 1.500.000,00 di euro) tanto che detta Società risulta, ancora oggi, essere indagata per gravi reati in danno del Comune di Terlizzi, gli scriventi ritengono che l’unica possibile procedura di verifica delle posizioni contabili di “dare ed avere”, avente un minimo profilo di legittimità, sarebbe stata quella che avrebbe dovuto prevedere che la Società Censum, prima dell’attivazione di qualsivoglia operazione di verifica contabile, avesse provveduto a riversare tutte le somme riscosse in nome e per conto del Comune di Terlizzi, indebitamente trattenute ivi compresi i relativi interessi mora per il ritardo.
Di poi, ne sarebbe scaturita la possibilità di verificare la correttezza dell’operato contabile della Censum e, al netto delle gravi inadempienze contrattuali, solo successivamente poter verificare la liquidità, esigibilità e certezza dei presunti debiti del Comune di Terlizzi in favore della Censum.
Viceversa, appare legittimo il forte timore che la procedura intrapresa possa alla fine portare a suggellare e dare dignità ad una sostanziale operazione di compensazione contabile tra le due partite di dare ed avere che non v’è chi non veda come sia del tutto irrituale ed impropria.
Compensazione che risulta, sotto altro profilo, del tutto inappropriata ed illegittima nel caso di specie, oltre per quanto sopra detto, ma anche per le note vicende di gravi inadempienze contrattuali che si sono verificate nel corso dell’appalto di riscossione dei tributi (una su tutte è la vicenda della banca dati) e che di certo non possono non avere un loro peso anche dal punto di vista contabile solo che si pensi che potrebbero essere di per sé autonome ed ingenti voci di un risarcimento per danno patrimoniale e non in favore del Comune di Terlizzi.
In considerazione di tanto, i sottoscritti capigruppo nel reiterare l’invito al sig. Sindaco a voler sospendere e rivedere, nel superiore interesse della Città di Terlizzi, l’azione amministrativa posta in essere,
chiedono
al sig. Presidente del Consiglio che il presente scritto faccia parte integrante e sostanziale del verbale della odierna Commissione di AA.II.,
esprimono
in conclusione, la loro assoluta contrarietà, stante tutte le problematiche sopra evidenziate ad oggi non ancora affrontate e risolte da chi di competenza, a qualsiasi operazione contabile che tenda, sostanzialmente, ad effettuare compensazioni di crediti e debiti tra le parti del tutto illegittime ed improprie, atteso che ad oggi l’unico credito certo, liquido ed esigibile, derivante dal mancato versamento nelle casse dell’ente dei tributi riscossi, è quello del Comune di Terlizzi.
Michele Berardi Gaetano Malerba Pasquale Vitagliano
Sottolineamo una doverosa precisazione a cura del Capogruppo Pasquale Vitagliano che dichiara :
“la Commissione non si è tenuta per assenza del numero legale, dopo la denuncia e la conseguente uscita dei consiglieri di opposizione. Se questa maggioranza riteneva l’evento decisivo per le casse del comune doveva garantire il numero legale. Invece erano vuoti i banchi di FdI e di Schittulli.”
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