L’inutile pellegrinaggio per i buoni mensa

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Una dettagliata e critica analisi del Movimento Civico di Città civile che definisce lacunosa ed inquietante la macchina amministrativa messa in atto per il servizio mensa
Il Servizio Mensa Scolastica del Comune di Terlizzi è partito anche quest’anno.
Apprendiamo dal già lacunoso Albo Pretorio online del Comune che esiste una Delibera di Giunta e una Determina Dirigenziale in materia.
La prima (G.G. n. 136 del 21/10/2013) sancisce le tariffe del servizio per l’utenza, la seconda (D.D. n. 662 del 15/10/2013) impegna l’ente a pagare 1.850 euro a Poste Italiane per la fornitura di 5000 bollettini precompilati per il pagamento del servizio.
Non esiste null’altro.
Tuttavia riceviamo da alcune mamme riscontri in merito alla vicenda che ci inquietano non poco e che la dicono lunga a proposito della capacità organizzativa della nostra amministrazione.
Le mamme ci riferiscono che l’approvvigionamento dei ticket mensa potrà avvenire solo mediante una staffetta che dovrà ripetersi ogni mese fra l’Ufficio Servizi Sociali di Largo La Ginestra e L’Ufficio Postale.
Il genitore dovrà recarsi presso l’ufficio comunale il cui accesso è difficoltoso se si ha un passeggino, compilare e consegnare il modulo per l’accesso al servizio, ritirare il bollettino postale per effettuare il pagamento.
Successivamente dovrà recarsi presso l’Ufficio Postale del quali si conoscono molto bene i tempi d’attesa per pagare i bollettini.
Terminato il pagamento e finalmente ottenuta la ricevuta il genitore dovrà nuovamente recarsi presso l’Ufficio Comunale di Largo La Ginestra per ottenere finalmente i buoni mensa.
Non è possibile approvvigionarsi per più mesi dato il mal costume di alcuni che hanno fatto dei buoni mensa un mercato grazie alle
differenze tariffarie per ISEE.
A Molfetta invece per il pagamento dei pasti i genitori possono effettuare il versamento presso i punti di ricarica convenzionati e, successivamente, ritirare il blocchetto presso l’ufficio Pubblica istruzione.
Tutto ciò per riuscire a far mangiare i propri bimbi in mensa. Bimbi che alla scuola Don Pietro Pappagallo non mangiano nel refettorio/mensa ma nelle aule perché pare che il Comune, pur avendo terminato i lavori, non abbia ancora provveduto ad effettuare i collaudi o ad ottenere le
autorizzazioni richieste.
Abbiamo provato a confrontare il costo del servizio con 2 grandi città (Milano e Bari) e abbiamo riscontrato queste differenze: a Milano la refezione scolastica costa al massimo 680 euro l’anno.
A Bari il servizio viene erogato come a Terlizzi con la differenza che i pasti vengono acquistati singolarmente e non mensilmente. Il prezzo massimo a Bari è di 5 euro a pasto.
A Terlizzi il prezzo massimo è di 87 euro per blocchetto mensile. Abbiamo provato a fare un confronto ipotizzando
200 giorni di scuola e quindi 200 pasti.
A Milano un pasto costerebbe 3,40 euro, a Bari 5,00 euro, a Terlizzi 4,14 euro.
A voi le conclusioni.
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