Congresso Cittadino del Partito Democratico, riconferma Francesco Barile alla carica di Segretario

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Con il 55,13% si conferma la carica di Segretario del PD terlizzese al Dott. Francesco Barile
Riproponiamo le due mozioni presentate :
Il dott. Francesco Barile si ricandida alla segreteria dopo 1 anno di carica:
“dopo l’esperienza molto costruttiva dell’anno passato,ritengo di poter dare un ulteriore contributo alla crescita del Partito Democratico di Terlizzi.
Rimane il primo partito a Terlizzi e con i suoi 4 consiglieri comunali d’opposizione su 6,ha l’obbligo di contrastare in maniera ferrea, come gia’ fa da un anno e mezzo, l’attuale malamministrazione scellerata di centro-destra .
Penso di aver fatto crescere il partito e mi impegnero’ a che sempre piu’ persone, soprattutto giovani si avvicinino alla sana politica.
Con le nostre iniziative sul territorio faremo politica tra la gente cercando di farci portavoce delle loro istanze nelle sedi competenti.
Per far cio’ ci vuole il contributo di chi crede nel progetto di questo partito che e’ quello si selezionare la nuova classe dirigente,perche’ non dimentichiamo che questo mandato guidera’ il PD di Terlizzi fino alle amministrative del 2017.
Bisogna gettare ora le basi per interessare alla politica gente onesta che avrebbe come obiettivo solo il bene della comunita’ in cui vive.
E quale momento migliore per farlo se non quando non si amministra?
Ma bisogna coinvolgere le persone all’interno di progetti che guardino molto avanti e comunque siano sempre tra la gente e i loro problemi.Non ci si deve avvicinare alla politica solo per ambire ad una sistemazione e io spero di esserne un esempio”.
L’Ing. Giuseppe La Forgia, vicesegretario uscente si candida alla segreteria attraverso una mozione molto articolata che si riassume di seguito :
” presento questa mozione programmatica con la consapevolezza della complessità dell’impresa, che è duplice perché ci si vuole porre alla guida del più grande partito del centrosinistra e della città, ma anche perché si ha l’ambizione di dare una speranza a Terlizzi, di far riacquistare fiducia a questa comunità che oggi sembra ripiegata su sé stessa.
Sono uno di quelli che hanno vissuto le fasi esaltanti delle vittorie del centrosinistra e le sue cocenti sconfitte in ambito nazionale e a livello locale, e oggi con i miei 39 anni e con la maturità del padre di una giovane famiglia, voglio creare i presupposti per vincere ancora e per portare nell’esperienza di governo quei valori del centrosinistra cui tanti democratici si sono ispirati in questi anni.
Sia che il nostro sguardo si volga al paese Italia, sia che si focalizzi solo il contesto locale, l’immagine che ne traiamo è quella di un declino che ci sta condannando ad anni di faticosa ricostruzione. Le motivazioni del declino sono chiare a tutti noi e non sono solo motivazioni di
carattere economico e legate alla recessione che attanaglia il vecchio continente, sono anche motivazioni squisitamente politiche e attengono a responsabilità che non possiamo avere l’ipocrisia di nascondere e sottacere.
Il governo delle larghe intese si sta rivelando per quello che è realmente, un inedito assemblaggio di visioni politiche e sensibilità diverse, quando non diametralmente opposte, tanto diverse da rendere stentato e a tratti completamente inceppato l’andamento del governo di Enrico Letta.
Come se ne esce? Rilanciando e cambiando gli assetti per non avvitarsi nella spasmodica continua ricerca del compromesso e per sottrarsi definitivamente ai ripetuti ricatti di Silvio Berlusconi.
Solo così riusciremo a risalire la china, riacquistando credibilità internazionale e come Partito Democratico a riacquistare la fiducia di quelle fasce della popolazione che vedevano in noi i paladini della giustizia sociale, dell’uguaglianza dei diritti, della salvaguardia dei valori
costituzionali, i fautori della solidarietà, della tutela dei beni comuni e del lavoro.
A livello locale la situazione è ancora più disastrosa perché del tutto fallimentare si è dimostrato il governo della città da parte dell’amministrazione a guida Gemmato. Un epilogo prevedibile per l’assenza di competenze in una compagine politica troppo eterogenea e litigiosa.
Il PD aveva ironizzato sul matrimonio e ne aveva previsto il fallimento. Ma oggi che si sente parlare insistentemente di divorzio, che farà il PD?
La sconfitta nelle scorse amministrative è stata per il PD cittadino un’esperienza traumatica, ma è stata anche l’occasione per prendere definitivamente consapevolezza dell’incompatibilità con quella parte politica che prima aveva causato la caduta dell’amministrazione di centrosinistra e poi si era alleata con il centrodestra. Una inconciliabilità che si è sempre più manifestata durante il corso dell’azione di governo della coalizione di “responsabilità civica”, dannosa per l’intera collettività e apertamente ostile ad ogni forma di condivisione e di dialogo con i cittadini e le loro rappresentanze.
Ora che la città si è resa conto dell’errore commesso e sta subendo sulla sua pelle gli errori della cosiddetta “responsabilità civica”, si sente parlare insistentemente di un ritorno nell’area del centrosinistra degli stessi pezzi che hanno dato prova di inaffidabilità politica e di scarsa levatura morale, un passaggio che provocherebbe la caduta di Gemmato ma inevitabilmente bollerebbe tutto il centrosinistra cittadino di un marchio di ambiguità e trasformismo tale da comportare perdita di credibilità e di consensi.
Io e i democratici che sostengono questa mozione siamo contrari ad inciuci e giravolte che condannerebbero questa città ad una perenne instabilità scandita dal passaggio degli stessi volti noti dallo schieramento di destra a quello di sinistra e viceversa.”
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