Mercato Pubblico Ortofrutticolo, Salviamolo dalla speculazione edilizia

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Soddisfazione delle Organizzazioni Professionali Agricole per il ricorso presentato dai sei consiglieri comunali di opposizione, per fermare la vendita dell'area del Pubblico Mercato Ortofrutticolo
Sulla scellerata decisione di vendere l’area del Pubblico Mercato Ortofrutticolo di Terlizzi, contestata ormai da tutta la città, ed anche da alcune componenti politiche di maggioranza come la Vice presidente del consiglio Comunale Marisa Chiapparino ed il Movimento Terlizzi si fa in 4 rappresentato in Consiglio Comunale dal Presidente Michele Grassi, sono intervenute alcune importante novità.
Sono trascorsi oltre novanta giorni da quando la Giunta Comunale aveva preso impegni per definire una ipotesi di allocazione dell’eventuale nuovo sito, ma come si sospettava, nulla è avvenuto, a dimostrazione della instabilità Amministrativa dell’ente Comunale, che pur assumendo delibere di impegno e determine dirigenziali, non sia in grado di realizzare quanto programmato.
Questo, a riprova di quanto affermavano Coldiretti, Cia e Copagri durante le iniziative di protesta per chiedere un confronto aperto con l’Amministrazione Comunale, che dopo tre mesi non c’è stato, nonostante alcune disponibilità verbali.
Coldiretti, Cia e Copagri, prendono atto con soddisfazione e ringraziano i Consiglieri Comunali Michele Berardi, Michelangelo De Chirico, Vincenzo Di Tria, Aldo Sigrisi, Gaetano Malerba e Pasquale Vitagliano per aver elaborato e sottoscritto un complesso documento tecnico e politico di 21 cartelle, contro il provvedimento dell’Amministrazione Comunale.
Il documento – ricorso, è stato indirizzato oltre che al Sindaco del Comune di Terlizzi Gemmato, al Presidente della Regione Puglia Vendola, all’Assessore Regionale all’Urbanistica Barbanente, al Dirigente Responsabile della Regione Puglia Ing. Giordano, al Prefetto Tafaro e al Procuratore Generale della Corte dei Conti.
Il ricorso inoltrato, è molto ben articolato nei diversi aspetti tecnici e normativi ,che vengono richiamati come illegittimi sotto il profilo giuridico e procedurale oltre che tecnico.
Pper quel che concerne la pretesa modifica del Piano Regolatore Generale, alla base della operazione di alienazione, appare una chiara speculazione edilizia che in termini viene definita “Sarebbe bizantino,oltre che illegittimo, immaginare, per una piccola cittadina come Terlizzi, un nuovo quartiere di settanta alloggi privo di servizi (standard). Una esenzione degli standard costituirebbe un ingiusto vantaggio per gli acquirenti
e, di contro, una enorme disparità di trattamento nei confronti di coloro che hanno dovuto sopportare, per gli equilibri del PRG, una tipizzazione dei propri suoli a servizi pubblici”
Il lungo e articolato ricorso, si conclude con alcune precisazioni come : “L’alienazione dell’area mercatale e la conseguente variante urbanistica non costituiscono il frutto di un organico disegno urbanistico, bensì una anomalia. A causa delle inesattezze e dei vincoli esistenti sopra evidenziati, il Comune di Terlizzi si espone a potenziali ed insostenibili contenziosi che addirittura aggraverebbero il bilancio comunale.
La trasformazione di destinazione urbanistica sopradescritta, oltre ad mostrare profili antigiuridici (incoerenza catastale, mancanza di standard, ecc.), si candida a produrre seri effetti perversi sul governo del territorio ed in particolare sul residuo “vuoto” della macromaglia omogenea F4 di proprietà privata. L’atteggiamento di una pubblica amministrazione dovrebbe essere esemplare e giammai autoritario o speculativo.
Tale posizione si aggrava se si considera che la trasformazione della destinazione urbanistica distorce i criteri informatori del PRO ed incide notevolmente ed ingiustificatamente sui dimensionamenti residenziali dello stesso PRG, in controtendenza con il recente trend demografico.”
Non resta che sperare nella responsabilità degli Amministratori che forse incautamente si sono avventurati in un’azione pericolosa per gli interessi del settore Agricolo, oltre che sotto l’aspetto giuridico e legale che sicuramente finirà per travolgere sia le persone interessate nella loro incauta funzione pubblica, che i cittadini, costretti a pagare le conseguenze, per le probabili soccombenze di carattere giuridico ed economico.
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