Censum, ma che fine hanno fatto i soldi dei cittadini ?

© associazione impegno civico
Continua la disputa sulla questione Censum, per la quale il Comune di Terlizzi vive un lungo momento di crisi, motivo per cui si è abbattuta la scure della magistratura con alcuni arresti ecclatanti
Dal Movimento Politico Culturale Impegno Civico, riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa >>
Ma che fine hanno fatto i soldi dei cittadini?
Ricordate lo scandalo della CENSUM che ha prodotto l’arresto del presidente Vito Redavid e della dirigente comunale alle finanze Francesca Panzini?
Quando il 31 dicembre 2012 finì il periodo contrattuale che aveva visto la società CENSUM gestire i tributi per conto del Comune di Terlizzi, era chiaro a tutti che la CENSUM non aveva riversato 1.115.000€ nelle casse comunali. Lo avevano chiarito i revisori dei conti nella loro relazione, ma nonostante tutto la giunta Gemmato aveva riaffidato per altri 6 mesi alla stessa CENSUM i servizi di riscossione.
Per giustificare il riaffidamento la giunta aveva imposto alla società di dotarsi di una assicurazione da 1 milione di euro, una fideiussione per rispondere degli eventuali danni al Comune.
Ma i danni c’erano già e la fideiussione non è servita a nulla perché la società assicuratrice non ne ha voluto sapere di rifondere il Comune, nonostante Gemmato si fosse rivolto ai soliti grandi avvocati baresi.
Ora che l’opinione pubblica sembra aver dimenticato gli arresti e la strana riabilitazione della Panzini, tornata a fare la dirigente delle finanze comunali, si apre un nuovo capitolo della vicenda, a nostro avviso poco chiaro e lineare dal punto di vista della tutela delle casse comunali.
La giunta il 10 ottobre 2013 ha preso atto del verbale dell’incontro tra i legali della CENSUM, quelli del Comune e il sindaco Gemmato, durante il quale è stato stabilito di rivolgersi ad un “esperto” per calcolare ciò che il Comune deve alla CENSUM e chiudere la controversia.
A noi tutto questo sembra molto discutibile per una serie di motivi:
– perché il Comune si siede al tavolo con la CENSUM e concorda con lei la scelta del nuovo consulente?
Nel verbale dell’incontro si legge “le parti si dichiarano disponibili ad affidare congiuntamente ad un esperto di provata capacità ed esperienza la redazione di una perizia”.
Il Comune dovrebbe invece pretendere il rientro delle somme ancora nelle mani della CENSUM e solo dopo valutare suoi eventuali debiti, che vanno ben ponderati alla luce di quanto evidenziato dai revisori dei conti e dal prof. Aulenta in merito alle numerose inadempienze della società.
– perché affidare ad un nuovo consulente i conteggi?
Perché non se ne è occupato il consulente nominato dall’amministrazione Gemmato con il compito di far luce sulla gestione dei tributi comunali?
Era previsto che se ne occupasse il prof. Aulenta e lui lo aveva annunciato nella sua relazione, ma non gli è stato consentito di farlo.
Con una lettera di cui abbiamo dato conto il 13 ottobre da queste colonne, Aulenta aveva richiesto invano la documentazione necessaria a svolgere tutti i conteggi, che non gli è mai stata consegnata. Il prof. Aulenta è stato pagato e mandato via, lasciando il lavoro a metà.
Noi da cittadini ci poniamo questi quesiti e non comprendiamo la condotta dell’amministrazione comunale di Terlizzi che ci appare contradditoria e debole nei confronti di chi ha sottratto importanti somme alle casse comunali e non ha svolto appieno (come emerge dalle relazioni dei revisori contabili del Comune e dalla relazione del prof. Aulenta) il suo ruolo di gestore dei servizi tributari municipali.
Auspichiamo chiarimenti da parte dell’Amministrazione comunale che finora non ha avuto la sensibilità di chiarire e informare compiutamente la cittadinanza.
Il Presidente
Giuseppe De Nicolo
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