“Nel mio paese nessuno è straniero”!

La Redazione
protesta antixenofoba antirazzista

Ieri si è svolta la prima seduta del Consiglio Comunale,dopo gli atti e le dichiarazioni contro gli immigrati da parte di alcuni amministratori della maggioranza, che scatenarono la reazione di tutta la città

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera del gruppo di cittadini che vedete nelle foto del nostro servizio, senza prima esprimere alcune considerazioni, sull’apprezzabile metodo pacifico della protesta.

Cosa che anche l’Amministrazione Comunale ha il dovere civico di apprezzare attraverso la capacità di offrire un confronto pubblico, su cui non ha concesso alcuna possibilità, necessaria per comprendere la chiara posizione politica da parte di chi oggi governa la città.

Governare è anche rappresentare le idee della comunità che si rappresenta, col dovere etico e morale di fare chiarezza ed evitare di prestarsi ad equivoci come, affermare il principio della solidarietà,  senza poi aderire al voto sul  documento posto all’ordine del giorno,  bocciato dalla stessa maggioranza.

Coerenza è, dire, fare e pensare la stessa cosa. E questo non è dimostrato.

>>“Nel mio paese nessuno è straniero”!

Siamo libere/i cittadine/i di Terlizzi e abbiamo deciso di indossare queste magliette con questo slogan per esprimere il nostro sdegno e la nostra indignazione per gli ultimi avvenimenti accaduti in città in queste settimane.

Completamente dissociata dalla realtà è la richiesta inviata al Prefetto da 2 assessori nella quale si chiede “di voler attivare ogni misura di contrasto utile ad arginare il fenomeno della immigrazione clandestina”.

Nello stesso documento viene descritta una situazione di emergenza.

E’ bene ricordare che a Terlizzi non è mai esistita un tale situazione riguardante la clandestinità, dato che la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che la legge Bossi-Fini, che qualifica il reato stesso di clandestinità, viola diritti umani.

Le vere emergenze in città sono altre: reati ambientali, reati contro il patrimonio artistico e monumentale, microcriminalità locale, mancanza di spazi per i bambini e gli anziani.

Per questo rigettiamo con forza l’equazione clandestino=criminale.

I migranti che arrivano in questa terra sono una risorsa culturale ed economica per la nostra città e rappresentano un arricchimento per tutte/i noi. Se una emergenza c’è, è quella della loro accoglienza nel periodo dei lavori stagionali, come nel caso della imminente campagna delle olive.

Siamo stanchi delle solite strumentalizzazioni politiche, di veder girare foto autocelebrative di politici locali che sventolano soluzioni pasticciate e fintobuoniste, dopo aver magari assunto posizioni xenofobe e razziste.

Pertanto chiediamo al Sindaco, alla Giunta e all’intero Consiglio Comunale, che è la massima espressione di democrazia rappresentativa, di esprimere una posizione chiara e netta rispetto alla missiva inviata al prefetto.

Ad oggi nessuno degli amministratori ha sentito il dovere civile e il coraggio etico di prendere una posizione contro la lettera in questione ed una legge ingiusta, anticostituzionale e razzista come la Bossi_Fini.

Questa di stasera è solo la prima di una lunga serie di iniziative volte a sensibilizzare la città sul tema dei migranti e informare le/i cittadine/i su quanto accaduto per poi costruire delle proposte concrete per affrontare il tema dell’accoglienza in maniera sinergica e strutturata e non in maniera improvvisata e superficiale.<<

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