Al Parco comunale “Michele Dello Russo”, il 5 ottobre 2013

© n.c.
La manifestazione pubblica culminerà con l’inaugurazione dell’altorilievo in bronzo, opera dello scultore terlizzese Pietro De Scisciolo, e con interventi di memoria storico-politica
Primo firmatario il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Quindi l’adesione dell’on. Gero Grassi, dell’editore Renato Brucoli e quella di altri seicento cittadini sottoscrittori.
Ha preso corpo così l’intitolazione del Parco comunale alla figura di Michele Dello Russo (1908-1967), primo sindaco di Terlizzi eletto dal CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) il 20 luglio 1945.
L’intitolazione del Parco era già stata adottata dalla Giunta comunale il 7 giugno 2013 (delibera n. 64), preparata nel tempo dagli interventi di ricerca storica del prof. Antonio Lisi (L’antifascismo a Terlizzi, 2010), dell’on. Gero Grassi in collaborazione con Renato Brucoli (Da Terlizzi a Ventotene isola di confino, 2011) e della prof.ssa Giuseppina Dello Russo (Quel profumo di ferro e di freddo, 2012).
Nei prossimi giorni, centocinque anni dopo la nascita di colui che s’intende onorare, si svolgerà invece la manifestazione pubblica di dedicazione, indetta dal Sindaco Gemmato e dall’Assessore alla cultura De Lucia: il 5 ottobre, con inizio alle ore 11.00, proprio all’ingresso del Parco di via Sovereto, con il concorso di cittadini, di autorità politiche, di esponenti di ambito sociale, di rappresentanze della popolazione scolastica e di realtà associative, oltre che dei familiari del dedicatario.
La cerimonia culminerà con l’inaugurazione dell’altorilievo in bronzo, opera dello scultore terlizzese Pietro De Scisciolo, e con interventi di memoria storico-politica.
Sarà sottolineato che Michele Dello Russo è stato eletto primo cittadino di Terlizzi nell’immediato dopoguerra, a capo di una Giunta comunale costituita da Michele De Lucia (PSI), Oscar Sciannamea (PLI), Vito Scagliola (PSI), Ottavio De Marco (PLI), Giuseppe Ziccolella (DC) e Aldo De Nicolo (PdA).
Fin da giovane ha vissuto aneliti di democrazia e di giustizia sociale. Durante il fascismo, insieme a Gaetano Vallarelli e altri compagni, ha aderito al PCI clandestino, che ha contribuito a organizzare in stretto collegamento con Giuseppe Di Vittorio, pagando la spinta ideale con otto anni di restrizione della libertà personale nelle località confinarie di Colfiorito, Pisticci e Ventotene.
Nell’immediato dopoguerra è stato chiamato ad amministrare il Comune di Terlizzi, che ha gestito all’insegna dell’equilibrio, dell’onestà e della disponibilità umana, oltre ogni appartenenza politica.
Nel 1956 ha reagito alla violazione dei diritti umani nell’Est europeo: dopo l’invasione militare dell’Ungheria a opera delle truppe sovietiche, ha abbandonato per protesta il PCI, subendo un moto di discriminazione sociale che lo ha costretto a lasciare la città natale per trasferirsi a Bari con l’intera famiglia.
Padre tenerissimo ed educatore esemplare, lavoratore instancabile e ingegnoso, viene ricordato come figura di grande tempra ideale ed umana.
«È una rara occasione di riscatto politico e sociale – ha dichiarato la figlia Giuseppina, sintetizzando la riconoscenza dell’intera famiglia –. Finalmente trionfa la storia, vince la democrazia… avrebbe detto nostro padre alla notizia che Terlizzi gli dedica il Parco comunale.
Nostra madre, Maria Tangari, e noi figli, Pina, Pasquale, Roberto e Anna, abbiamo fortemente desiderato questo esito, invocato da svariati anni fino a trovare ascolto con l’Amministrazione Gemmato. Ma ora siamo increduli. Sembrava un sogno, oggi è realtà! Babbo ci ha donato la vita e noi abbiamo contribuito a consegnarlo alla storia e alla sua Terlizzi. Il Parco, luogo d’incontro e di aggregazione, colloca la figura di nostro padre quale guida e custode dei valori fondamentali di libertà e democrazia proposti ai giovani e alle generazioni future».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro