Gli A3 Apulia Project vincono la seconda edizione del Contest Nazionale Umbria Mei Folk

© Maddalena Scutigliani
Si esibirà al Mei 2.0 del 27, 28 e 29 settembre, nel corso di un’edizione che renderà omaggio ai 20 anni di neo folk italiano con i concerti di Almamegretta, Bandabardò, Peppe Voltarelli, Saluti da Saturno, e tanti altri.
Nell’ambito di Umbria Folk Festival si è svolta il 21 agosto ad Orvieto la finale della seconda edizione del CONTEST NAZIONALE UMBRIA MEI FOLK – Premio Anna Colasanti (a cura del Mei Meeting delle Etichette Indipendenti), che ha visto vincitori gli A3 Apulia Project. La finale del contest ha visto alternarsi sul palco le migliori band folk emerse tra le oltre 60 iscritte al concorso: A3 Apulia Project, JFK e La Sua Bella Bionda, Joe Petrosino, Macola & Vibronda, Ri-Briganti.
La band pugliese A3 Apulia Project composta da Fabio Bagnato (Chitarre e voce), Walter Bagnato (Fisarmonica, pianoforte e voce), Angelo Verbena (Contrabbasso e basso elettrico) e Tommaso Summo (batteria) si esibirà così al Mei 2.0 del 27, 28 e 29 settembre, nel corso di un’edizione che renderà omaggio ai 20 anni di neo folk italiano con i concerti di Almamegretta, Bandabardò, Peppe Voltarelli, Saluti da Saturno, e tanti altri.
A3 APULIA PROJECT – BIO
Il progetto degli A3 Apulia Project nasce da un’idea di Fabio Bagnato, autore, compositore e chitarrista specializzato nello studio e diffusione della chitarra battente, classico strumento della tradizione popolare dell’Italia meridionale. Il nome del progetto è preso in prestito da quello della più famosa autostrada del Sud (la Salerno – Reggio Calabria), perché, come l’autostrada A3 è un’arteria importante che collega diversi punti del Sud, allo stesso modo la musica degli A3 Apulia Project si pone come collegamento per un ideale viaggio nel mar Mediterraneo, da sempre portatore di nuove culture che si mescolano alle antiche tradizioni del Sud Italia.
La passione per il viaggio e contemporaneamente per la propria terra è da sempre la fonte di ispirazione primaria degli A3 Apulia Project, che riescono ad unire all’interno della propria musica tutto il folklore e il calore di una grande regione, idealmente riconosciuta nelle terre che circondano il Mediterraneo (fatta di diverse suggestioni, culture, usi e costumi), insieme ad una concezione poeticamente lucida e sagacemente critica dell’attualità. La prima – la terra – impregna le musiche, dando vita ad un etno-folk-rock contaminato da diverse matrici legate alla musica popolare ma anche ai grandi cantautori italiani; la seconda – la visione critica dell’attualità – è evidente nei testi, anch’essi caratterizzati da un forte piglio cantautoriale. Le radici degli A3 Apulia Project, quindi, non sono racchiuse solo entro il confine geografico della Puglia, regione d’origine della band, ma in ogni terra “gemella”, fino a disegnare quest’unica regione, il Mediterraneo, intesa come patria musicale e madre generosa, dagli stimoli infiniti.
“…Tutto ciò che ha suono è …duende…” Sono questi pensieri di Federico García Lorca che hanno ispirato il nuovo album di A3 Apulia Project “Odysseia”.
Il lavoro del gruppo ha il suo cuore pulsante, la sua anima più profonda nel Bacino del Mediterraneo da cui trae forza vitale e vocazione. E’ il Mare Nostrum, con le sue antiche sonorità e i suoi ritmi ancestrali, i suoi colori e la sua melanconia l’inizio, ed allo stesso tempo la meta finale del viaggio. Ed è su queste onde misteriose e millenarie che A3, come un nuovo Ulisse, intraprende il suo percorso poetico e musicale alla ricerca della propria spiritualità e della propria identità.
Le sonorità magrebine di Mediterraneo e Rasgueado si uniscono e si compenetrano con il ritmo e i ricordi balcanici di Ai confini Arbereshe dove la lontana Albania si incontra e crea nuovi linguaggi e nuove forme sulle aspre montagne calabresi.
Il gioco della contaminatio continua in Duende in cui una chitarra flamenca ammicca e rincorre un pianoforte di un lontano bar de La Habana Vieja.
Care ad A3 rimangono le tematiche antiche e attuali dell’emigrazione e dell’emarginazione simbolicamente rappresentate nelle figure di un vecchio emigrante del Sud (Freccia del Sud; Festa di paese), di un randagio suonatore di strada (Roumenì) e di un povero sognatore a cui la società moderna, sorda e cieca, ha strappato tutte le sue aspirazioni (Fabbrica del motore).
Un lavoro quindi, questo di Odysseia, che vede nell’incontro di culture e di storie la sua realizzazione più alta in una visione multiforme, senza barriere…meticcia.
Il gruppo è già al lavoro per la preparazione del terzo album che uscirà nel 2014 edito dalla CNI di Roma.
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