I classici di Pupo chiudono la Festa Maggiore

© Ufficio Stampa
«Come tutta l’Italia Terlizzi è un museo a cielo aperto, è una Città bellissima e poi, non può non ricordarmi Sanremo con tutti questi fiori. Ma, più di tutto, è una Città che conosce il valore dell’accoglienza. Non lo dimenticherò».
Total black per un evergreen della canzone italiana che, ieri, si è esibito in uno spettacolo emozionante e suggestivo, evento di punta della Festa Maggiore 2013.
Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha infiammato Terlizzi con un concerto che ha ripercorso non solo i suoi quasi quarant’ anni di carriera artistica (la prima canzone risale al 1975), ma anche le tappe fondamentali della sua vita, persino quelle meno piacevoli di cui non ha mai fatto mistero.
«Amo talmente tanto la famiglia che una non mi è bastata», ha scherzato sulle note di ‘Per te sarò’, alludendo ai suoi turbinosi trascorsi sentimentali; «Questa canzone m’è valsa il premio ‘la Gondola d’oro’, che in un certo periodo della mia vita stavo per vendermi», ha ironizzato sulle note di ‘Più di Prima’, riferendosi al vizio del gioco d’azzardo che lo portò sul lastrico nel 2008 e aggiungendo, con un sorriso: «non l’ho fatto solo perché non era davvero d’oro».
E ancora, ‘Come sei bella’, ‘Firenze Santa Maria Novella’, ‘Ciao’, scritte “quando ero praticamente un pupetto”, ha commentato, giocando sul lemma, ‘Sarà perché ti amo’, composta per i Ricchi e Poveri, “A saperlo che avrebbe venduto così tanto non gliela avrei mica data”, ‘Su di noi’, che gli valse la prima partecipazione a Sanremo quando mamma Irene cercava di dissuaderlo dal tentare la carriera artistica. «Io sono piccolo ma ho una determinazione grande -ha commentato- e avevo ragione visto che sono qui oggi».
Una piazza Cavour gremita si è goduta lo show che ha raggiunto il momento più intimistico sulle note di ‘Un Amore Grande’, cantata all’unisono con il pubblico. Cambio di registro quando, tutti sotto al palco, il cantautore toscano ha intonato la hit che, indiscutibilmente, più lo rappresenta: ‘Gelato al cioccolato’, per la quale ha voluto accanto a se sul palco il Presidente del Comitato Festa Patronale Enzo Parisi, tutti i volontari del Comitato ringraziati personalmente, e il Sindaco Ninni Gemmato.
A 57 anni suonati, Pupo riempie ancora le piazze, dispensa pillole di saggezza sulla vita e sull’amore, scherza con il pubblico, scende dal palco per abbracciare una fan, Francesca, che gli svela “Ho tutti i tuoi 45 giri”.
Una carriera lunga una vita lo ha portato non solo sui più prestigiosi palchi della musica italiana e internazionale, ma anche in televisione alla conduzione di moltissimi preserali, in cabina di doppiaggio e persino in veste di autore della sua biografia.
“Qual è il segreto del tuo successo?”, gli abbiamo chiesto
«Beh, se ci fosse un segreto non si dovrebbe svelare -ci ha risposto non prima di aver concesso a tutti i fans foto e autografi-. Per quanto mi riguarda, un ruolo decisivo lo hanno svolto la dedizione, il duro lavoro e la capacità di elaborare la sofferenza che si presenta nella vita. Io credo che il successo non sia per niente regalato, specie quando dura negli anni. E’ un equilibrio sottile tra grandi soddisfazioni e grandi sacrifici».
Un cantautore che si infila sapientemente alla conduzione di molti format di successo non è così frequente. Si tratta di esperienze professionali legate al mondo della comunicazione ma diversissime.. quale preferisci?
«Condurre trasmissioni televisive mi diverte molto, credo sia un mondo che non abbandonerò mai più ormai ma, beh, il canto è il primo amore, scrivere canzoni è sempre stata la mia passione. Cercherò di continuarle entrambe».
Due passioni che, in qualche modo, è riuscito a fondere nella sua ultima esperienza televisiva che lo ha visto alla guida della 56esima edizione del Festival di Castrocaro. Castrocaro è stato una sorta di talent show ante litteram. Cosa significa, in un mondo televisivo oramai costellato da show alla ricerca di giovanissimi talenti, un Festival del genere nel 2013?
«Castrocaro, in mezzo a così tanti talent può sembrare obsoleto, è vero, peraltro non era semplice ‘dargli un’identità’ in un mondo televisivo in cui i vari X Factor, Amici, The Voice, fanno grandi ascolti. Ma questo Festival è diverso, è l’unico ad essere itinerante, va in giro per le Città a ‘procacciare’ gli artisti e questo gli dà una chance in più. Io, poi, ho cercato di risollevarlo puntando su cantanti di qualità e gli ascolti, infine, ci hanno dato ragione».
E di questa esperienza a Terlizzi cosa porterai con te?
«Come tutta l’Italia Terlizzi è un museo a cielo aperto, è una Città bellissima e poi, non può non ricordarmi Sanremo con tutti questi fiori. Ma, più di tutto, è una Città che conosce il valore dell’accoglienza. Non lo dimenticherò».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro