Associazione “Maria Ruggieri”: «Veronesi e Schittulli scoprono solo ora l’adroterapia?»

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«Questa terapia era operante da tempo alquanto remoto in Giappone».
Un intervento del dott. Vito Michele Ruggieri dell’Associazione Onlus “Maria Ruggieri”, parla delle terapie più avanzate nella lotta ai tumori. Terapie che il dott. Ruggieri ritiene essere state scoperte tardi dai luminari italiani. Di seguito l’articolo.
Veronesi e Schittulli scoprono “l’adroterapia”
Sulla Gazzetta Del Mezzogiorno del 15 giugno c.a. è apparso uno scoop pubblicitario con il titolo:
“Veronesi: è l’adroterapia la più efficace
Schittulli sollecita i macchinari in Puglia”.
Finalmente, i prefati luminari della medicina oncologica scoprono che l’adroterapia sia “ un investimento intelligente, oltre che umanitario” nella cura dei tumori.
Stupisce che gli illustri scienziati dell’oncologia annuncino, solo ora, che l’adroterapia, sia “la medicina del futuro”, dato che tale terapia era operante da tempo alquanto remoto in Giappone.
Infatti, l’adroterapia fu scoperta e sperimentata dall’indimenticabile Giorgio Ferraiolo di San Giorgio a Cremano (Na) nell’anno 2011, il quale sfidò la medicina ufficiale italiana e sperimentò, purtroppo tardivamente tale innovazione terapeutica, sulla sua pelle, recandosi, a sue spese, in Giappone dopo aver provato gli inutili se non controindicati protocolli terapeutici degli IRCCS Pascale di Napoli, dell’IEO di Veronesi e dell’INT di Milano.
Giorgio si recò in Giappone, in controtendenza con la medicina oncologica di eccellenza, all’epoca vigente in Italia, per la cura dell’angiosarcoma mammario, da cui era affetto, combattendo con le sole sue forze e dei suoi famigliari, che lo sostennero anche economicamente, volendo vivere pur non avendo paura della morte.
Giorgio ha combattuto contro le istituzioni ed il mondo sanitario, portando la sua testimonianza in varie sedi e negli eventi pubblici organizzati dall’Associazione Onlus Maria Ruggieri la cui ardua missione risiede nella promozione di una rinnovata etica della ricerca scientifica nello studio e nella cura delle neoplasie rare laddove non vige l’interesse dell’industria farmaceutica per carenza del ritorno economico e del profitto.
Giorgio ha perso la sua guerra lottando come il SAMURAI.
Se è vero che il dott. Schittulli prospettò l’opportunità di dotare le strutture sanitarie delle attrezzature al ministro D’Alema, sorge l’atroce dubbio: l’illustre senologo
ha ottemperato all’obbligo di informazione ai suoi pazienti sulla possibilità di sperimentare la conclamata terapia, ancorché, recandosi all’estero?
Quali motivazioni inducono i due benefattori della medicina oncologica a sponsorizzare e pubblicizzare congiuntamente la nuova medicina terapeutica?
Quali interessi professionali, economici e politici sottintendono la lieta novella?
Non ci saranno sensibili progressi della medicina oncologica se una nuova etica della ricerca scientifica per lo studio e la cura dei tumori rari non prevalga sugli egoismi personali.
Il presidente dell’Associazione Onlus Maria Ruggieri
Dott. Ruggieri Vito Michele.
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