Consiglio comunale dei ragazzi finalmente ai nastri di partenza

La Redazione
Comune Terlizzi

Vito De Leo: «Educare alla democrazia e alla legalità e orientare le esperienze di socializzazione dei preadolescenti».

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Il Consiglio comunale dei ragazzi, un cavallo di battaglia di Vito De Leo, sembra prossimo alla sua definitiva istituzione. È lo stesso De Leo ad annunciare la novità con una nota in cui ripercorre le tappe di avvicinamento nel passato a questo strumento di partecipazione attiva rivolta ai giovanissimi cittadini. Di seguito la nota.

Sono grato alla civica Amministrazione, ed in particolare al presidente del Consiglio comunale Michele Grassi ed ai consiglieri Vincenzo di Tria e Pasquale Vitagliano per aver voluto ricordare nel lungo e polemico dibattito tenutosi  il giorno 5 c.m. sulla proposta di deliberazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, formulata dal giovane consigliere Pier Paolo Parisi, le mie continue e mai ascoltate sollecitazioni in tal senso.

Il 31 maggio 1996, in occasione dell’inaugurazione dell’”Associazione contro la criminalità per la legalità” fondata dal sottoscritto insieme all’attuale presidente della Consulta delle associazioni Renato De Scisciolo, e della ricorrenza del terzo anno dall’uccisione del giovane Gioacchino Bisceglia, alla presenza di Rita Borsellino, del sindaco e degli assessori, nel mio intervento introduttivo, rinnovai la proposta di rendere i piccoli cittadini terlizzesi soggetti attivi della crescita democratica del proprio paese attraverso l’istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi.

È opportuno ricordare, infatti, che alla richiesta formulata  nella mia veste di presidente della Consulta delle Associazioni, (prot.n.5883 del 26/3/1996) all’indomani dell’insediamento della prima amministrazione Amendolagine , il sindaco si dichiarò “ben lieto di accogliere l’invito, considerato che questa Amministrazione intende riservare grande attenzione al mondo giovanile e alle sue esigenze. Appena in grado e comunque dopo le prime sedute che mi vedranno impegnato su questioni di rilevante urgenza, sarà mia premura mettere a punto quanto da Lei auspicato” (prot.7796 del 29/04/96).

La proposta di realizzare un “Giunta baby”  venne rinnovata alla Commissione consiliare, presieduta da Pasquale Adamo, riunitasi da gennaio a maggio 1998, presso la scuola media “Gesmundo”, per  discutere la revisione dello Statuto comunale, nel quale fu prevista l’istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi, il quale all’art.9 recita: “Il Comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, può promuovere l’elezione del Consiglio comunale dei ragazzi (comma1). Il Consiglio comunale di ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie: politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l’associazionismo, cultura e spettacolo, pubblica  istruzione, assistenza ai giovani e agli anziani, rapporti con l’Unicef (comma2). Le modalità di elezione  ed il funzionamento del Consiglio comunale dei ragazzi sono stabilite con apposito regolamento (comma3)”.

La speranza di trovare ancora ascolto e sensibilità democratica non mi ha mai abbandonato. Con ulteriori lettere, articoli e comunicati stampa,  negli anni successivi  ho continuato a chiedere agli amministratori comunai di includere il Consiglio comunale dei ragazzi tra gli istituti di partecipazione, di prevedere adeguate risorse finanziarie nel bilancio di previsione, patrocinare le iniziative delle scuole che nei rispettivi Piani dell’Offerta Formativa prevedevano progetti di educazione alla democrazia e alla partecipazione. In questa prospettiva, ho rivolto anche l’invito alle scuole dell’obbligo di Terlizzi di valutare la possibilità di realizzare un “Progetto in Rete”, con il patrocinio del Comune e del Distretto scolastico per dare una chance di apprendimento democratico alle nuove generazioni e per offrire alla gestione della città il contributo di la città la vive non solo nell’oggi, ma la dovrà vivere anche nel futuro.

Negli anni successivi l’alternanza amministrativa rappresentata dall’amministrazione guidata dal Sindaco Vincenzo Di Tria, da questo punto di vista, non ha segnato alcun cambiamento e intervento  qualificante nella direzione di favorire questo modo nuovo ed originale di partecipare, da protagonisti, dei ragazzi alla vita interna della scuola ed anche alle proposte formative dell’Amministrazione comunale e delle altre agenzie educative presenti nel territorio.

Mi sarei aspettato, che alla luce dei tanti anni di disattenzione a tal riguardo, sia da parte del centro-destra che del centro-sinistra,  i rappresentati della precedente amministrazione esprimessero in nome della tanto sbandierata partecipazione, un atto di intelligenza politica, invece di correre il rischio, con il voto dell’astensione sul provvedimento istitutivo del Consiglio comunale dei ragazzi, di apparire agli occhi dei futuri protagonisti di questo storico evento, poco sensibili  alla partecipazione dei giovani alla vita democratica della città.

Quali sono, infatti, gli obiettivi prioritari di questo organismo di partecipazione, inedito per  la comunità giovanile terlizzese, ma già da tempo attivato in molti Comuni, compreso quello di Corato, che su mia proposta lo deliberò all’unanimità nel Consiglio comunale del 13 dicembre 2006?

Innanzitutto educare alla democrazia e alla legalità e, poi, orientare le esperienze di socializzazione dei preadolescenti  (a partire dagli studenti della quarta e quinta classe elementare, così come proposto dall’ing. Gesmundo, presidente del consiglio di Circolo della Scuola elementare Don Pappagallo) verso forme autogestite (gruppi) con riferimenti significativi (adulti e norme). Nel contempo, rafforzare la collaborazione interistituzionale tra agenzie educative, l’associazionismo, le famiglie e l’Ente locale.

Si tratta, insomma, di un progetto di educazione alla partecipazione e alla democrazia, quasi un percorso di educazione civica “pratica”, che, partendo dalle attese giovanili, nonché dall’analisi delle risorse e delle possibilità offerte dall’ambiente scuola, chiami ragazzi ad un’esperienza iniziale di democrazia finalizzata all’elezione nella scuola di un “sindaco-ragazzo”, affiancato da “assessori”, che si occupino di vari settori della vita scolastica e del territorio, entrando anche in diretto contatto con gli organi collegiali della scuola e con gli organi di governo del Comune.

È questa l’dea di fondo che dovrà spingere insegnanti, amministratori comunali ed operatori sociali a creare all’interno della scuola una “Città dei ragazzi” che funziona con le stesse procedure della città reale, è governata da un Consiglio comunale che segue le stesse regole della democrazia del Consiglio comunale degli adulti: una Città dei ragazzi  che ha come territorio specifico la struttura scolastica, ma si allarga anche alla città vera e propria per sottolineare problemi, avanzare soluzioni, fare richieste  disponibilità in un dialogo reale che s’instaura tra gli amministratori adulti e gli amministratori ragazzi.

Dire che gli studenti che usciranno dalla terza media avendo fatto questo tipo di esperienza saranno dei bravi cittadini può essere ritenuto presuntuoso e prematura. Di certo possiamo dire che per ciascun ragazzo questa esperienza alimenterà la consapevolezza di sé, rafforzerà la costruzione della propria identità, eserciterà alla rappresentanza e al rispetto.
Tanto basta! La cittadinanza attiva … è avviata!
          Vito De Leo

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