Puliamo l’Appia, un’impresa che necessita dell’aiuto di cittadini e istituzioni

La Redazione
Puliamo l'Appia

Il motto: «Affichè la terra torni a guardare il cielo»

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L’idea, o meglio il desiderio irrefrenabile di ridare decoro ad un’area di grande interesse storico, culturale e paesaggistico nel territorio di Terlizzi è nata quattro mesi fa al rientro nella città natale di Francesco Paolo Barile, dottore in meteorologia e ambiente, ambientalista sin nelle viscere che ha vissuto per cinque anni in Toscana assorbendone evidentemente la cultura per la cura e la rivalutazione del paesaggio. Francesco Paolo ha trovato subito la sensibilità di Paul Cappelli, imprenditore italo-americano, appassionato di storia, arte ed anche lui convinto sostenitore della causa ambientale nonché fondatore dell’associazione “Amici dell’Appia”.

Assieme, dopo numerose sollecitazioni fatte all’amministrazione comunale, hanno deciso di indossare i guanti, imbracciare pale e rastrelli, e fare qualcosa di concreto per liberare l’area dai rifiuti e renderla più vivibile ai numerosi cittadini che l’attraversano per una passeggiata ed ai ciclo-turisti di passaggio.

«Il tracciato che attraversa Terlizzi per circa 9 Km fa parte del Parco Regionale dei Tratturi e andrebbe tutelato come tale –dice Barile– ma è solo una delle tante aree di Terlizzi profondamente degradate e stuprate dall’inciviltà di alcuni cittadini che commettono, tra l’altro, veri e propri reati ambientali godendo degli scarsi se non inesistenti controlli sul territorio e quindi dell’assoluta impunità».

Parole dure e difatti percorrendo la Via Appia Traiana ci si accorge come assieme a buste d’immondizia, materassi, mobilio, plastica, scarti di potature e televisioni che potrebbero essere agilmente e gratuitamente conferite presso la vicina isola ecologica, vi siano rifiuti speciali come pneumatici, materiali di risulta di lavorazioni edili ed il famigerato e cancerogeno amianto. Eternit in grandi quantità sia sull’Appia che in contrada Pozzo Lioy al confine col territorio di Ruvo di Puglia. Una situazione per la quale più volte hanno richiamato l’attenzione degli amministratori anche attraverso interrogazioni consiliari presentate dal Movimento Civico.
Le azioni di pulizia si susseguono anche in maniera non ufficiale ed in poco più di due mesi sono stati risanati circa 2 km del tratturo. I volontari come Annalisa Barile e Nino Ceci che si sono uniti all’azione di Paul e Francesco Paolo si sono anche dilettati nella creazione di due aiuole sfruttando semplicemente ammassi di terra e pietre abbandonate lungo i margini della strada.

«Non solo pulizia ma anche una vera e propria trasformazione dei luoghi, da degrado ad attrazione», ci dice Paul Cappelli che sull’Appia ci vive ed ospita turisti provenienti da mezzo mondo. «Se necessario faremo interventi anche in altre zone di Terlizzi», aggiunge.

«La speranza è che sempre più amici partecipino a queste azioni ed una sempre più grande fetta di popolazione sia consapevole che per invertire la regressione civica e culturale di una città occorre darsi da fare in modo concreto, anche sporcandosi le mani e sentendone perfino il fetore dei rifiuti in decomposizione. Aspettiamo anche l’aiuto delle istituzioni che pare abbiano chiesto un finanziamento di 500 mila euro per la bonifica dall’amianto, soldi dei cittadini che si farebbe a meno di spendere in tempi di crisi come questi se venissero attuate una serie di politiche ambientali strutturate e rigorose. Stiamo prendendo contatti  con l’ASV, la ditta che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Terlizzi, perché si facciano interventi massicci di pulizia su aree più vaste», conclude Barile.

Il prossimo evento, il quarto, si terra venerdì  5 luglio alle ore 17. Qualora vogliate dare una mano esiste una pagina facebook dedicata, al link: https://www.facebook.com/events/140458339487978/?fref=ts

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